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Green pass obbligatorio: quali sono le regole, i controlli in azienda e le sanzioni? Scopriamolo insieme

Da domani 15 ottobre 2021 scatta l’obbligo della certificazione verde per tutti i lavoratori del settore pubblico e privato. Per chiarire quali saranno le regole da seguire al lavoro, il premier Draghi ha firmato un Dpcm contenente le linee guida, riassunte dalle Faq del Governo: ecco chi dovrà effettuare i controlli, cosa fare per chi non ha ancora ricevuto o non possiede il Green pass e quali sono le multe previste per chi non rispetterà le nuove norme.
Alessandro Bai 14 Ottobre 2021
* ultima modifica il 14/10/2021

Come saprai, a partire da venerdì 15 ottobre 2021 il Green pass diventerà obbligatorio al lavoro, sia nelle aziende del settore pubblico che di quello privato: in poche parole, significa che se non avrai la certificazione verde, ottenibile con la vaccinazione anti Covid-19 ma anche con un tampone, non potrai andare a lavorare, ma ogni giornata persa sarà considerata un'assenza ingiustificata e di conseguenza non avrai diritto allo stipendio. Ovviamente, il Green passo obbligatorio sul lavoro comporta una lunga serie di regole per datori di lavoro e dipendenti, motivo per cui il premier Mario Draghi ha firmato un Dpcm contenente le linee guida da seguire, per capire come si accede ai luoghi di lavoro, chi effettuerà i controlli del QR code per verificare la validità della certificazione verde e quali sono le sanzioni previste per chi non rispetterà le norme.

Tutte le risposte ai dubbi relativi all'applicazione e al controllo del Green pass sul lavoro sono contenute nelle Faq del governo. Fino a quando? Tieni presente che, al momento, queste regole saranno valide dal 15 ottobre fino al 31 dicembre 2021, quando è prevista la fine dello stato di emergenza.

Chi controlla il Green pass al lavoro

Le aziende potranno verificare il possesso e la validità del Green pass dei dipendenti in autonomia, come previsto dalla linee guida contenute nel Dpcm del 12 ottobre 2021, e nel rispetto delle normative sulla privacy. Significa che sarà il datore di lavoro a stabilire le modalità con cui controllare la certificazione verde, ma è importante che la verifica avvenga "al momento dell'accesso ai luoghi di lavoro" senza provocare ritardi o creare code all'ingresso.

Come precisato dalle Faq del Governo, i datori di lavoro potranno effettuare i controlli con l'app VerificaC19, ma anche sfruttando alcune funzionalità pensate per favorire la verifica quotidiana del Green pass, rendendola il più possibile automatizzata, ovvero:

  • Integrando il sistema di lettura e verifica del QR code del Green pass nei sistemi di controllo che prevedono già la rilevazione delle presenze o della temperatura
  • Sfruttando la Piattaforma NoiPA, per gli enti pubblici che vi aderiscono
  • Attraverso "l’interazione asincrona tra il Portale istituzionale INPS e la Piattaforma nazionale-DGC" per tutti i datori di lavoro con più di 50 dipendenti e per le amministrazioni pubbliche con almeno 1.000 dipendenti

In ogni caso, a prescindere dalla modalità di controllo scelta dal datore di lavoro, il QR code del lavoratore non potrà essere né conservato né riutilizzato per motivi di privacy, ragione per cui il processo di verifica andrà effettuato ogni giorno anche nei confronti dello stesso dipendente.

Inoltre, le pubbliche amministrazioni avranno la possibilità di effettuare la verifica del Green pass con controlli a campione, controllando però almeno il 20% del personale in servizio nella giornata e con una logica di rotazioni che permetta gradualmente di controllare tutti i dipendenti.

Tieni presente infine che l'obbligo della certificazione verde non si applica soltanto ai dipendenti dell'azienda, ma anche ai lavoratori autonomi e a quelli provenienti da società di somministrazione che devono accedere alle strutture aziendali per svolgere la propria prestazione lavorativa.

Se stai aspettando di ricevere il Green pass

Se hai fatto da poco la prima o la seconda dose di vaccino anti-Covid, o ti sei sottoposto al tampone, e non hai ancora ricevuto il Green pass, potrai comunque dimostrare di avere diritto ad accedere al tuo luogo di lavoro mostrando "i documenti rilasciati, in formato cartaceo o digitale, dalle strutture sanitarie pubbliche e private, dalle farmacie, dai laboratori di analisi, dai medici di medicina generale e dai pediatri di libera scelta".

Se non puoi fare il vaccino anti Covid-19

Se soffri di comprovati motivi di salute che rendono sconsigliata la vaccinazione contro il Covid-19, allora avrai diritto alla certificazione di esenzione dal vaccino: dovrai semplicemente trasmettere questo documento, che conterrà un QR code, al medico della tua azienda, e non dovrai essere sottoposto ad alcun controllo nel momento dell'ingresso al luogo di lavoro.

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Le sanzioni se non hai il Green pass

Il decreto legge approvato nel mese di settembre prevede che dal 15 ottobre tutti i lavoratori in azienda del settore pubblico o privato debbano possedere la certificazione verde. Se sei senza Green pass, quindi, non solo non potrai accedere al luogo di lavoro, ma la tua assenza sarà considerata ingiustificata fino alla presentazione della certificazione verde, togliendoti anche il diritto allo stipendio: vuol dire che ogni giorno che trascorrerai a casa per questo motivo non sarà retribuito. Oltre allo stipendio, poi, i dipendenti senza Green pass perderanno il diritto anche a "qualsiasi altra componente della retribuzione, anche di natura previdenziale, avente carattere fisso e continuativo, accessorio o indennitario, previsto per la giornata di lavoro non prestata".

Come riportato dalle Faq del governo, nelle aziende con meno di 15 dipendenti il datore di lavoro potrà sospendere il lavoratore dopo il quinto giorno di assenza ingiustificata "per la durata corrispondente a quella del contratto di lavoro stipulato per la sostituzione, comunque per un periodo non superiore a 10 giorni, rinnovabili per una sola volta".

Al di là di queste misure, poi, il datore di lavoro dovrà segnalare alla Prefettura il lavoratore che accede comunque al luogo di lavoro senza Green pass, il quale sarà soggetto ad una multa che va da 600 a 1.500 euro.

Potresti pensare che il lavoro da remoto sia una soluzione alternativa per chi non ha il Green pass per continuare a lavorare, ma in realtà non è così: non è possibile infatti eludere l'obbligo della certificazione verde lavorando da casa, di conseguenza in questo caso non avrai diritto nemmeno allo smart working.

Le multe per chi non controlla il Green pass

Così come i dipendenti, anche i datori di lavoro rischiano una sanzione amministrativa in caso in cui non controllino il possesso e la validità della certificazione verde dei lavoratori: in questo caso, le multe vanno da 400 a 1.000 euro.

Le regole sul Green pass per parrucchieri, estetisti e tassisti

L'obbligo del Green pass sul lavoro vale anche per parrucchieri, estetisti ed altri operatori nel settore dei servizi alla persona: i titolari delle attività, infatti, dovranno controllare la certificazione verde dei propri dipendenti, ma non potranno chiederla ai clienti, che potranno quindi entrare nei locali ed usufruire dei servizi anche senza Green pass. Allo stesso modo, però, i clienti non saranno tenuti a chiedere il certificato a chi svolge l'attività.

Inoltre, se vuoi salire su un taxi o utilizzare le vetture a noleggio con conducente (NCC), non potrai verificare il possesso del Green pass dei tassisti o degli autisti.

Verifica del Green pass in anticipo

In caso di esigenze organizzative, ad esempio per programmare i turni aziendali, i datori di lavoro potranno eseguire la verifica del Green pass ai dipendenti con un anticipo di massimo 48 ore. In questi casi, i lavoratori sono tenuti a comunicare il possesso o la mancanza della certificazione verde.

Fonte| Governo

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