Miocardite: un’infiammazione che può colpire soprattutto i giovani

I problemi cardiaci possono essere molteplici. Hai mai sentito parlare di miocardite? Si tratta di un’infiammazione del muscolo cardiaco, il miocardio, che normalmente viene associata a infezioni virali, batteriche o fungine (o micotiche). Ma in cosa consiste con precisione? E quali sono i rischi? Approfondiamola insieme!
Valentina Danesi 23 Novembre 2020
* ultima modifica il 17/12/2020

La miocardite è l'infiammazione del miocardio, il tessuto muscolare del cuore. Forse non ne hai mai sentito parlare, eppure è un problema che colpisce soprattutto le persone più giovani. Anche se a volte non provoca sintomi evidenti e si può persino risolvere da sola, è importante fare attenzione a tutti i segnali anomali che arrivano da questo organo fondamentale per la tua sopravvivenza. Nel caso infatti si trattasse di una forma grave, bisogna intervenire tempestivamente.

Cos’è

La miocardite è un'infiammazione del muscolo cardiaco, il miocardio, che normalmente viene associata a infezioni virali, batteriche o da funghi. Quando il cuore viene colpito da un'infezione l’agente dannoso rovina le cellule muscolari delle sue pareti. C’è anche da specificare che, allo stesso tempo, le cellule del sistema immunitario, che quell’infezione dovrebbero combatterla, possono però a loro volta danneggiare il muscolo cardiaco.

In questo caso le pareti del cuore si ispessiscono e si indeboliscono, ed è qui che può manifestarsi lo scompenso cardiaco. La prognosi può variare in base anche a fattori soggettivi: si può guarire completamente, ma lo scompenso può anche diventare cronico.

Le cause 

La miocardite è causata da infezioni, tossine, farmaci (antibiotici e chemioterapici) o da malattie autoimmuni. Vi sono anche delle sostanze tossiche per il miocardio che possono provocare problemi come l’abuso di alcool o alcuni metalli pesanti.

I sintomi

I sintomi della miocardite possono essere molto diversi per tipologia e livello di gravità. Nelle forme più lievi, potrai notare soltanto un po’ di febbre e di stanchezza. Invece, se sarai affetto da una delle forme più gravi si potrà concretizzare in poche ore o pochi giorni un quadro di scompenso cardiaco, con mancanza di fiato, pressione bassa, inappetenza che può evolvere fino allo shock con ricovero in terapia intensiva. Anche le aritmie fanno parte dei sintomi della malattia. Nella maggior parte dei casi però la miocardite si manifesta con un dolore toracico che può ricordare quello dell’infarto.

Eccone una breve lista:

  • difficoltà respiratoria (dispnea) da sforzo ma anche a riposo (con difficoltà a mantenere la posizione sdraiata)
  • stanchezza
  • scarsa tolleranza allo sforzo
  • gonfiore agli arti inferiori, ai piedi e anche all’addome
  • incremento di peso
  • scarsa produzione di urina
  • dolore toracico con senso di oppressione
  • irregolarità del battito cardiaco (accelerato o irregolare).

È inoltre raro ma non impossibile un’improvvisa perdita di coscienza causata da una grave alterazione del ritmo cardiaco che può portare anche alla morte.

Altri eventuali sintomi:

  • segni di infezione
  • febbre
  • gola infiammata
  • mal di testa
  • diarrea
  • dolori muscolari
  • dolore alle articolazioni-

Spesso i sintomi si manifestano in una fascia temporale che va da una a due settimane dopo una malattia virale.

La diagnosi 

Ecco una lista degli esami che possono essere prescritti per diagnosticare o cercare segnali di miocardite:

  • esami del sangue, inclusi le emocolture e altri esami infettivologici
  • RX del torace
  • ECG ecocardiogrammacateterismo cardiaco con biopsia endomiocardica.

La cura

Ma quale cura è migliore per la miocardite? Innanzitutto è necessario far luce sulla causa scatenante e può includere:

  • l'assunzione di antibiotici
  • l'assunzione di antinfiammatori

Qualora la compromissione cardiaca sia importante è necessario ricoverare il paziente in ospedale e somministrare la terapia specifica per lo scompenso cardiaco. Nelle forme più gravi si impongono la degenza in terapia intensiva e i trattamenti farmacologici e meccanici del caso tra cui il posizionamento di un pace-maker temporaneo o definitivo.

Fonti| Humanitas, Poliambulanza,Ospedale Niguarda 

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