Secchezza oculare: ecco perché potresti provare quel fastidioso bruciore all’occhio

Colpisce una percentuale elevata della popolazione, ma soprattutto le donne in menopausa. La secchezza oculare non dà origine, nella maggior parte dei casi, a gravi complicazioni, ma si può prevenire prendendo le dovute precauzioni, per esempio controllando l’umidità dell’aria negli ambienti ed evitando di affaticare troppo la vista.
Federico Turrisi 26 Ottobre 2019
* ultima modifica il 14/06/2020

La secchezza oculare è un disturbo assai frequente dovuto a una non adeguata lacrimazione dell'occhio. Quella che potresti provare è un sensazione fastidiosa (e talvolta anche dolorosa) di bruciore che molto spesso provoca prurito all'occhio. Un organo molto delicato, come sai, e che quindi va mantenuto in buona salute per evitare spiacevoli sorprese. La prevenzione è la migliore cura per questo problema ed è dunque fondamentale conoscere quali possono essere i fattori di rischio che causano la secchezza oculare.

Secchezza oculare

Le cause

Abbiamo detto all'inizio che la secchezza oculare è causata da un'alterazione della lacrimazione. Si tende a distinguere tra dislacrimia, ossia l'eccessiva evaporazione lacrimale, e ipolacrimia, legata invece alla ridotta produzione lacrimale. La parte dell'occhio interessata si chiama film lacrimale, una sottile pellicola dalla composizione molto complessa, che svolge un'azione protettiva per l'occhio. I motivi per cui si creano a livello del film lacrimale delle disfunzioni che portano a rendere secco l'occhio possono essere molteplici. Prima di tutto devi considerare i fattori ambientali che predispongono a sviluppare la secchezza oculare. Tra questi ci sono:

  • luce del sole molto intensa
  • gas di scarico irritanti
  • fumo
  • polvere e pollini trasportato dal vento
  • tempo ventoso (i ciclisti, per esempio, sono considerati soggetti a rischio proprio a causa del vento contrario)
  • ambiente troppo secco, che può essere dato anche dalla presenza di deumidificatori o condizionatori

Tra le più frequenti cause di secchezza oculare segnaliamo anche i prolungati sforzi visivi: un esempio su tutti è lo stare davanti allo schermo del computer per lungo tempo. La secchezza oculare può essere provocata inoltre da un malfunzionamento della tiroide e anche dall'assunzione di farmaci come alcune categorie di antidepressivi, antistaminici, decongestionanti nasali o beta-bloccanti. Considera poi che un elevato contenuto di cloro in piscina risulta irritante per la sensibilità della congiuntiva dell'occhio. E perfino la chirurgia estetica può offrire un assist alla secchezza oculare, modificando la superficie dell'occhio esposta all'ambiente. Alcuni pazienti, infine, vengono colpiti da secchezza oculare dopo la chirurgia refrattiva, ossia quella che viene usata per correggere i difetti della vista.

Menopausa

La secchezza oculare colpisce sia gli uomini sia le donne, ma è una condizione che riguarda più frequentemente le donne, soprattutto in età pre-menopausale e durante la menopausa. Questo accede perché la variazione dei livelli ormonali è collegata all'attività del film lacrimale. L'equilibrio che fisiologicamente si stabilisce tra androgeni ed estrogeni nell'organismo garantisce, tra le altre cose, l'omeostasi della superficie oculare. Quando questo equilibrio viene meno si altera la composizione del film lacrimale e può insorgere la secchezza oculare. I principali disturbi di cui si lamentano spesso le donne in menopausa sono proprio l'arrossamento degli occhi, la sensazione di avere un corpo estraneo dentro l'occhio e l'intolleranza alle lenti a contatto.

Lenti a contatto

Il 50% di chi utilizza le lenti a contatto dice di soffrire di secchezza oculare, riporta il Centro Italiano Occhio Secco. Come mai? Le lenti a contatto possono causare il ristagno delle lacrime tra la lente stessa e la superficie oculare, specialmente se porti le lenti a contatto morbide, e di conseguenza favoriscono la secchezza dell'occhio.

Secchezza oculare di notte e al risveglio

Durante la notte la secrezione della parte liquida delle lacrime è molto ridotta se non addirittura assente. Per questo motivo chi soffre di secchezza oculare fa fatica ad aprire le palpebre alle prime luci del mattino.

Malattie associate alla secchezza oculare

La secchezza oculare è un disturbo associato a una serie di patologie tra cui:

I sintomi

Qualcuno dei sintomi della secchezza oculare te lo abbiamo già anticipato. Solitamente alla secchezza oculare si accompagnano:

  • arrossamento degli occhi
  • senso di bruciore, accompagnato da prurito (la tentazione di stropicciarsi gli occhi sarà forte, ma questo non farebbe altro che peggiorare la situazione)
  • sensazione di avere un corpo estraneo negli occhi
  • visione alterata
  • stanchezza oculare

Diciamo che è piuttosto raro che da questi sintomi scaturiscano complicazioni più gravi. Male che vada, si può sviluppare un’infiammazione della congiuntiva (congiuntivite) o della cornea (cheratite). Se però i sintomi persistono per parecchio tempo, la prima cosa da fare è rivolgerti a un oculista per avere una diagnosi accurata e farti così indicare il trattamento più adatto; potresti evitare così anche danni permanenti all'occhio.

I farmaci

La secchezza oculare è un disturbo da non sottovalutare. Il rimedio più comune è il ricorso alle lacrime artificiali, normali prodotti da banco che trovi sotto forma di gocce, colliri o unguenti che reidratano l'occhio e ripristinano la naturale produzione di liquido lacrimale. La cura più efficace è però la prevenzione: per scongiurare il ripresentarsi dell'occhio secco puoi seguire una serie di piccoli accorgimenti. A cominciare dalla dieta. È consigliato bere molta acqua e prediligere frutta e verdura: ciò favorisce l'idratazione generale dell'organismo, e quindi anche la produzione lacrimale.

Se sei un fumatore, smetti di fumare e ricordati di mantenere gli ambienti dove vivi, lavori o dormi adeguatamente umidificati. Se il problema è causato dall'assunzione di particolari farmaci valuta insieme al medico di interromperla. Se invece il problema è connesso all'utilizzo delle lenti a contatto, chiedi consigli al tuo ottico: potrebbe suggerirti di usare altri tipi di lenti, di ridurre il numero di ore in cui portarle oppure di interrompere del tutto il loro uso. Per quanto riguarda infine l’uso dei dispositivi elettronici, il consiglio è quello di limitare il loro utilizzo e di non sforzare eccessivamente la vista, tenendo questi strumenti alla giusta distanza, almeno 30 centimetri dal viso.

Fonte | Humanitas, Centro Italiano Occhio Secco

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