Artrite reumatoide: come si manifesta e come si previene una patologia quasi invalidante

L’artrite reumatoide è una malattia infiammatoria cronica che colpisce soprattutto mani e piedi e per la quale non esistono cure, ma solo trattamenti per ridurre i sintomi. Forse però non sapevi che ci sono alcuni metodi per prevenirla, come l’attività fisica e una dieta adatta. Cerchiamo quindi di guardare più da vicino questa patologia che alcuni ritengono autoimmune.
Giulia Dallagiovanna 10 giugno 2019
* ultima modifica il 04/09/2019

Probabilmente si tratta di una malattia autoimmune. Quel che è certo è che l'artrite reumatoide è un'infiammazione cronica che provoca dolore e limitazione nei movimenti. Una patologia dunque che per certi aspetti può essere considerata invalidante. In Italia colpisce circa l'1% della popolazione, ovvero 400mila persone in tutto. Questo significa che è rara, ma nemmeno troppo e che non è da escludere che durante la tua vista conosca almeno una persona con questo problema.

Di norma, sono le donne tra i 40 e i 60 anni il bersaglio prediletto, ma possono essere colpiti anche gli uomini e persone più giovani oppure anziani già in pensione da tempo. Il suo esordio è insidioso e arrivare a una diagnosi certa e precoce può essere complicato, ma è importante iniziare subito con la terapia adatta in modo da limitare i danni alle ossa. L'artrite reumatoide, infatti, consiste in un'attività anomala del sistema immunitario che attacca la membrana sinoviale che riveste, ad esempio, le articolazioni di mani e piedi. Con il tempo, viene erosa la cartilagine e il movimento si fa sempre più difficoltoso e doloroso.

Cerchiamo quindi di capire meglio come agisce questa patologia e qual è l'alimentazione giusta per prevenirla.

Cos'è l'artrite reumatoide

L'artrite reumatoide è una malattia infiammatoria cronica che colpisce le articolazioni, soprattutto quelle piccole e simmetriche di mani, piedi, polsi e caviglie. Il disturbo però può estendersi anche a gruppi di ossa più grandi, come spalle e ginocchia. Secondo alcuni, potrebbe essere definita una patologia autoimmune in quanto è lo stesso sistema immunitario che attacca tessuti sani, ritenendoli invece una possibile fonte di minaccia per l'organismo. Quello che è certo è che si tratta della problematica più severa fra tutte quelle classificate come osteoarticolari.

Ma cerchiamo di capire meglio come si sviluppa. Per farlo, dovrai prima sapere da quali parti è composta, in genere, un'articolazione. Sono di fatto incastri di due o più ossa separate da un cuscinetto di cartilagine o di tessuto fibroso per evitare il contatto diretto e dunque l'attrito. Ci sono poi le articolazioni sinoviali, che oltre alla parete di protezione hanno anche una membrana sinoviale che produce il liquido sinoviale, che rende più fluidi i movimenti e fornisce il nutrimento necessario. A racchiudere il tutto, infine, c'à la capsula articolare.

In caso di artrite reumatoide, i tuoi anticorpi prenderanno di mira proprio la membrana sinoviale, la quale, per difendersi, aumenterà il volume. Un po' come quando sbatti il mignolo contro lo spigolo del comodino e questo si gonfia per reazione. Questa sorta di sottile pellicola, però, non smette mai di espandersi. Diventerà infatti il cosiddetto panno sinoviale e a poco a poco distruggerà la cartilagine. Di solito la progressione della malattia si ferma a questo stadio, ma nei casi più gravi può arrivare anche a intaccare le ossa, la capsula articolare e i legamenti.

Una situazione che ti provocherà sicuramente dolore e che, come potrai immaginare, influenzerà la tua capacità di movimento fino a limitarla, anche del tutto. Chi soffre da diversi anni di questa patologia può infatti sviluppare anche una forma di invalidità, anche se solo parziale. Le cure e i trattamenti al momento disponibili evitano che si verifichino le complicanze peggiori, ma se l'infiammazione si estende troppo, non è da escludere che vada ad intaccare i vasi sanguigni, i muscoli, i reni e addirittura sistema nervoso e cuore.

Esistono poi due varianti di artrite reumatoide, che sono in realtà piuttosto rare, ma è comunque bene ricordarle: il morbo di Felty e la sindrome di Kaplan. Nel primo si nota un ingrossamento della milza e una riduzione dei globuli bianchi, in particolare dei neutrofili, accompagnata da febbre. La seconda invece è una patologia che coinvolge anche i polmoni.

I sintomi dell'artrite reumatoide

I sintomi dell'artrite reumatoide possono essere davvero molto variati e presentarsi in successione diversa in base alla persona. Di norma, però, quello che distingue questa patologia rispetto alle altre che colpiscono le ossa sono il dolore e il gonfiore che interessano contemporaneamente almeno tre articolazioni e perdurano per circa un mese e mezzo. A questo si aggiunge poi una certa rigidità mattutina che non deve terminare prima che sia passata mezz'ora. In caso contrario, potrebbe anche trattarsi di osteoporosi.

Le prime parti del corpo a venire colpite sono, come ti dicevo prima, mani, dita comprese, e piedi. Poi, in modo progressivo e insidioso, il problema si estende a tutte le altre articolazioni. Oltre a quelli più tipici della malattia, altri segnali possono essere:

  • accumulo di liquidi, ovvero un'edema, nei tessuti sinoviali e presenza di liquidi nelle articolazioni interessate
  • deformità articolare, provocata dall'atrofizzazione o dall'immobilità prolungata del gruppo di ossa
  • gonfiore anche di articolazioni che non fanno male
  • ipotrofia muscolare, provocata dalla carenza di movimento: il muscolo perde tonicità e forza e farà sempre più fatica a contrarsi

L'artrite reumatoide ha comunque un andamento ciclico, nel quale si alternano fasi di riacutizzazione a periodi di pausa. Durante i primi, possono manifestarsi anche sintomi che non riguardano direttamente le ossa, ma segnalano che è in corso un'infiammazione. Primo tra tutti, la febbre. Un po' come se avessi l'influenza, potresti avvertire un malessere generale che provoca anche carenza d'appetito e perdita di peso.

Se poi la patologia peggiora, possono insorgere nuovi problemi che procurano un danno estetico e aumentano la difficoltà di movimento. Sto parlando dei noduli tendinei, che si formano soprattutto nelle aree dove l'attrito tra le ossa è maggiore, come piedi, gomiti e mani. Magari non avvertirai dolore, ma afferrare oggetti con forza, effettuare lavori di precisione o, semplicemente, indossare un paio di scarpe potrebbero non essere più attività che potrai dare per scontato.

Infine, soprattutto nei casi in cui non vengono seguiti in modo corretto tutti i trattamenti e l'artrite peggiora, i sintomi potrebbero farsi più intensi e arrivare a coinvolgere aree che non hanno a che fare con le articolazioni. La cute, ad esempio, ma anche il sistema linfatico, ovvero quello dal quale partono gli anticorpi, gli occhi, che potrebbero essere sempre irritati, e la respirazione. Ci sono poi alcuni organi fondamentali per la sopravvivenza, come reni e cuore, che potrebbero risentire della degenerazione della malattia.

Le cause dell'artrite reumatoide

L'artrite reumatoide è una malattia multifattoriale, un termine complicato per indicare che le cause che la provocano sono diverse. In realtà, non si conosce ancora di preciso da dove abbia origine il disturbo, ma ci sono diversi elementi che, se ricorrono insieme, è molto probabile che portino a questo risultato. La prima è la predisposizione genetica, perciò se nella tua famiglia si sono già verificati casi simili dovrai prestare più attenzione. Questa è, nei fatti, la condizione principale che, se viene provocata da fattori esterni e ambientali aumenterà il rischio di sviluppare la patologia.

Gli altri fattori di rischio sono legati al tuo comportamento oppure al luogo in cui vivi o lavori e sono:

  • L'esposizione al fumo di sigaretta
  • L'obesità e la dieta ricca di grassi, ma carente nei nutrimenti
  • Squilibri ormonali
  • Esposizione ad alcuni virus, come l'herpes virus 6, che in alcuni casi di manifesta come sesta malattia, e quello di Epstein-Barr, che conoscerai sotto forma di mononucleosi
  • Una scarsa igiene orale e dentale, che magari ha già dato origine a una parodontite
  • Bassi livelli di vitamina D, provocati soprattutto dalla poca esposizione ai raggi del sole (anche se non si è ancora certi se questo valore rappresenti una causa oppure una conseguenza dell'artrite reumatoide)

Ci sono poi alcuni fattori non modificabili come il genere e l'età. Sembra infatti che l'infiammazione colpisca soprattutto le donne nel periodo che va dai 40 ai 60 anni. Questo però non significa che gli uomini non possano soffrirne o che non esistano casi in cui si sia manifestata in persone giovani o in anziani.

La diagnosi di artrite reumatoide

La diagnosi di artrite reumatoide può essere complicata, soprattutto all'esordio. La malattia si manifesta in modo insidioso e non è semplice capire che è in corso un'infiammazione oppure distinguerla da altre patologie osteoarticolari. A maggior ragione, dovrai essere il più preciso possibile quando illustrerai i sintomi al tuo medico, indicandogli come si presenta il dolore, se è accompagnato da rigidità e per quanto dura nell'arco della giornata.

Se vi è sospetto che tu abbia sviluppato questo problema di salute, ti verranno prescritti alcuni esami. Il primo della lista è il prelievo di sangue. In laboratorio si andrà a ricercare soprattutto la concentrazione del cosiddetto Fattore Reumatoide, ovvero l'immunoglobulina IgM: circa il 70% dei pazienti presenta infatti questo marcatore, che indica proprio un'attività anomala da parte dei tuoi anticorpi. Un altro indicatore, ancora più preciso, sono gli anticorpi anti-peptidi citrullinati. La citrullina viene prodotta normalmente dal tuo metabolismo, ma l'artrite reumatoide il ritmo di sintesi aumenta e questa sostanza cambia struttura, divenendo una proteina e inducendo a una reazione da parte del sistema immunitario contro tutte le cellule simili presenti nell'articolazione interessata.

All'interno delle stesse analisi del sangue verrà poi valutata l'eventuale presenza di PCR alta, VES alta ed emoglobina bassa, ovvero anemia.

Vi sono una poi una serie di esami strumentali che aiutano nella formulazione di una diagnosi definitiva. Una radiografia classica a mani e piedi può iniziare ad individuare erosioni e anomalie nelle ossa, ma è soprattutto l'ecografia articolare che potrà mostrare l'eventuale presenza di panno sinoviale e i versamenti di liquido nelle articolazioni. La risonanza magnetica viene invece utilizzata a volte per rilevare l'infiammazione in una o più ossa.

Le cure per l'artrite reumatoide

Come tutte le malattie delle quali non si conosce la causa, nemmeno per l'artrite reumatoide esiste la cura. È però importante iniziare subito con le terapie adatte in modo da ridurre il dolore, limitare il più possibile i danni provocati alle articolazioni e cercare di recuperarne la funzionalità, arginando dunque la perdita di movimento.

Non esiste un unico farmaco che possa agire su tutti questi fronti, né una medicina adatta a tutti. Bisognerà infatti capire come reagisca la persona di fronte alle diverse somministrazioni. Per calmare il fastidio vengono impiegati i FANS, farmaci antinfiammatori non steroidei. Alcuni di questi li conoscerai già, come quelli a base di ibuprofene o ketoprofene, ai quali si aggiungono anche i derivati di naprossene, diclofenac e gli inibitori di COX2. Spesso vengono poi combinati con i corticosteroidi, come il prednisone.

Per limitare il decorso della malattia di utilizzano invece i DMARDs, cioè i cosiddetti farmaci di fondo. Si distinguono in tradizionali, come il Methotrexate, il leflunomide e la salazopirina, e biotecnologici, che vengono impiegati dopo per effettuare un lavoro di rifinitura, in quanto mirano a uno specifico bersaglio dell'azione infiammatoria. Nei casi peggiori si deve invece ricorrere a interventi chirurgici per l'impianto di protesi che sostituiscano l'articolazione fuori uso.

Il recupero delle funzionalità avviene invece attraverso sedute specifiche di fisioterapia, che puntano al recupero della tonicità e della forza muscolare, in modo da sostenere meglio le ossa ed effettuare il movimento senza limitazioni. È utile poi praticare anche una leggera attività fisica, ricordando di non poter caricare le articolazioni danneggiate con un peso eccessivo. Punta dunque su passeggiate e magari qualche attività in acqua o di ginnastica dolce. Su Ohga ti abbiamo poi spiegato come lo yoga e i massaggi aiutino a contrastare i sintomi dell'artrite reumatoide.

Ci sono infine alcuni rimedi naturali ai quali puoi ricorrere, non in alternativa ma come integrazione alla terapia farmacologica, per provare sollievo dal malessere procurato. Tra questi vi sono impacchi con panni umidi e caldi e fanghi. Nelle sedi specializzate, puoi anche partecipare a sedute con i guanti elettrici che riscaldano la zona dolorante.

L'alimentazione per l'artrite reumatoide

Sembra che l'alimentazione giochi un ruolo importante nella comparsa e nella progressione dell'artrite reumatoide. Le persone in grave sovrappeso o che hanno problemi di obesità, corrono infatti un rischio maggiore di ammalarsi. In generale, dunque, è una dieta contro troppi cibi grassi e pochi nutrienti a favorire l'insorgenza dell'infiammazione.

Per questo ti viene in aiuto la dieta mediterranea, ricca di frutta e verdura e con l'aggiunta dell'olio d'oliva. Tutti questi alimenti sono ricchi di sostanze antiossidanti come le antocianine, il beta-carotene, la vitamina E e l'acido oleico. Riducono infatti l'invecchiamento dei tessuti e consentono a tutto il tuo corpo di funzionare in modo più efficiente. Anche il pesce ti aiuta a contrastare la patologia, in particolare quelli ricchi di Omega3 come salmone e pesce azzurro.

Fonti| Fondazione Veronesi; Istituto ortopedico Rizzoli; Humanitas

Le informazioni fornite su www.ohga.it sono progettate per integrare, non sostituire, la relazione tra un paziente e il proprio medico.