Vivere e morire in difesa della propria casa: la lotta solitaria dei Guardiani della foresta

Sono gruppi di indigeni che da anni si occupano di pattugliare le foreste per bloccare le attività di chi vi approda per portarsi via le loro preziose risorse come ad esempio il legname. Si chiamano Guajajaras e in vent’anni ne sono stati uccisi quasi cento negli scontri con i taglialegna.
Rubrica a cura di Sara Del Dot
7 febbraio 2020

La scorsa estate le abbiamo viste andare a fuoco come poche volte nella storia. Le foreste dell’Amazzonia sono state letteralmente invase dalle fiamme con una conseguente perdita di  spazio, umidità e biodiversità notevole. E sebbene la stagione degli incendi ci sia sempre stata e abbia sempre contribuito a mantenere intatto l’equilibrio del luogo, questa volta l’equilibrio è venuto a mancare. Basti pensare che, rispetto al 2018, il 2019 è stato caratterizzato dal 196% di roghi in più. E la colpa non è solo delle fiamme e del vento.

Il Sudamerica, infatti, ad affliggere le foreste non ha soltanto alte temperature e la stagione degli incendi, ma altri fenomeni distruttivi come le monocolture di soia e cereali, pascoli sterminati destinati agli allevamenti di bovini per la produzione di latte e carne, il commercio illegale di legname.

Il Brasile, ad esempio, che ospita il 60% circa dell’intera foresta amazzonica, rappresenta il maggior esportatore di carne bovina nel mondo. Carne che, per essere prodotta ed esportata, deve essere prima allevata. E viene allevata in immensi spazi sottratti alla tanto preziosa foresta, creati tagliando gli alberi, facendoli seccare e bruciandoli per creare un terreno adatto. Stesso identico ragionamento può essere fatto per quanto riguarda le monocolture, di soia o cereali, prodotte in quantità industriali sia per l’alimentazione sia soprattutto per i foraggi del bestiame, foraggi anch’essi esportati in tutto il mondo, soprattutto in Cina ed Europa. Tutte queste pratiche si uniscono a quelle di estrazioni minerarie e di raccolta illegale di legname, che vede taglialegna saccheggiare preziosissimi luoghi portando via alberi secolari e contribuendo alla distruzione degli ecosistemi.

La distruzione di gran parte delle foreste per tutte le ragioni sopra elencate, comporta una consistente perdita di umidità e il mal funzionamento del “polmone” che gli alberi rappresentano per il Pianeta, creando un cortocircuito nella capacità della foresta di assorbire CO2 generando al suo posto aria pulita. Così, i gas serra prodotti da industrie e allevamenti non fanno che aumentare, mentre diminuisce la capacità delle foreste di assorbirli. Il risultato? Cambiamenti climatici, riscaldamento globale e distruzione di sistemi naturali che potrebbero rappresentarne la soluzione.

Nell’indifferenza generale in merito al pessimo stato delle foreste in un luogo del mondo di cui rappresentano forse il bene più prezioso, c’è chi però non si arrende e continua a lottare, dal momento che a rischiare di scomparire è proprio la sua casa. Sto parlando dei Guajajaras, chiamati anche i “Guardiani della foresta”, che da anni difendono il territorio in cui vivono da chi vi approda per depredarlo delle sue risorse.

Si tratta di un gruppo di indigeni che si occupano di pattugliare la foresta alla ricerca di taglialegna e contrabbandieri di legname, di cui distruggono gli accampamenti e cercano di fermarne le attività consegnandoli alle autorità. Nel corso degli anni, i Guajajaras hanno visto la foresta, la loro casa, cambiare, scomparire da un momento all’altro e che ogni giorno sono costrette ad avere a che fare con persone che arrivano indisturbate per portarsi via ciò che è loro. Illegalmente, certo, ma senza trovare ostacoli davanti a sé. E a creare un ostacolo, alla fine, devono essere proprio loro, i guardiani della foresta, a difesa di un luogo prezioso che viene continuamente calpestato.

Sebbene rappresentino un importante servizio sia al Paese che al Pianeta intero, i Guardiani purtroppo non hanno affatto vita facile. Le tutele sono scarsissime e gli scontri con i taglialegna costanti, al punto che dal 2000 quasi un centinaio di Guajajaras sono stati uccisi in scontri con taglialegna illegali o in imboscate a seguito di denunce o interviste.

Solo negli ultimi mesi, infatti, ad aver perso la vita sono stati Paulo Paulino Guajajara, di appena 20 anni e con un bambino piccolo, che aveva poco prima rilasciato un’intervista alla Reuters, e Raimundo e Firmino Guajajara, uccisi da colpi di pistola sparati da un’auto che li ha incrociati mentre tornavano da una riunione sul tema della sicurezza.

Sebbene i guardiani rappresentino, così come tante altre, una comunità capace di vivere in totale armonia con la natura proteggendo il patrimonio forestale e difendendone gli ecosistemi, tuttavia la tutela nei loro confronti è molto bassa. Il governo di Bolsonaro, infatti, ha più volte espresso la propria indifferenza a queste vicende, senza mai alzare un dito a difesa delle comunità, consentendo di proseguire a questi soprusi basati sullo sfruttamento del territorio in nome del profitto economico.

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Sono nata e cresciuta a Trento, a due passi dalle montagne. Tra mille altre cose, ho fatto lunghe passeggiate nel bosco altro…