Climate strike: crea il tuo cartellone e sciopera nella tua città in difesa dell’ambiente

Si dice che l’unione fa la forza. Mai come in questo caso è necessario aggregarci per protestare contro il cambiamento climatico. Non c’entra la politica. Non ci sono ideologie in mezzo. L’unico obiettivo comune è quello di salvare il pianeta dove viviamo e che lasceremo in mano ai nostri figli e ai nostri nipoti.
Gaia Cortese 4 febbraio 2019

Solo a sentir pronunciare la parola sciopero, viene già voglia di alzare gli occhi al cielo. Questo perchè nella maggior parte delle occasioni uno sciopero rappresenta, anzi è, un problema da risolvere. Lo sciopero dei treni, della metropolitana, quello degli aerei o dei controllori di volo; lo sciopero dei benzinai, quello dei medici o ancora quello degli insegnanti a scuola. Eppure, tutte le volte che qualcuno decide di incrociare le braccia, lo fa per un motivo preciso.

Non più di quattro, cinque mesi fa, una ragazzina svedese di 15 anni, decideva di scioperare da scuola ogni venerdì mattina per fare sit-in davanti al Parlamento di Stoccolma. Il suo motivo? Protestare contro il cambiamento climatico in atto. Lei, Greta Thunberg, è diventata in poche settimane, non solo un’attivista dell’ambiente, ma una figura di riferimento da seguire, invitata a parlare alla Conferenza Mondiale sul Clima Cop24 e al forum Economico Mondiale di Davos in Svizzera. Nel contempo, molti si sono pronunciati contro questa sua presa di posizione perché (secondo loro) sarebbe meglio che frequentasse le lezioni piuttosto che scioperare dalla scuola. Ora si può essere d’accordo o meno con la causa che sta portando avanti questa ragazzina, e il modo in cui lo sta facendo; ma la questione è che il cambiamento climatico non è un’invenzione. Quello c’è, e ce ne rendiamo conto tutti, giorno dopo giorno.

Non voglio che speriate, vi voglio vedere nel panico. Voglio che sentiate quello che sento io tutti i giorni.

Greta Thunberg

Potrebbe forse non importartene nulla degli orsi polari in estinzione e dei ghiacciai che si stanno sciogliendo. Potrebbe non interessarti l’acquisto di un auto elettrica rispetto a una (anche più economica) alimentata a benzina. Potresti aver deciso che acquistare i tuoi prodotti in un grande centro commerciale è molto più comodo che raggiungere il mercato settimanale a Km0 della tua città. Eppure ti sarai accorto che le estati sono sempre più roventi e rimanere in città è una sofferenza; che ogni mattina per andare in ufficio in macchina passi 40 minuti in coda con il motore della tua auto sempre acceso (oltre quello degli altri); che la spazzatura che produciamo sta raggiungendo dimensioni colossali e che è diventato un problema liberarsene. Insomma, non devi essere un ambientalista estremista per accorgertene anche tu. Ora, credo si sia arrivati al punto che non basta più la raccolta differenziata o la domenica in bicicletta per sanare il pianeta. Esistono le soluzioni, ma bisogna metterle in pratica. Qualche esempio? La barriera che blocca i rifiuti di plastica prima che arrivino al mare, la produzione di materiali ecosostenibili per il packaging, incentivi per l'acquisto di auto elettriche o ibride, e via dicendo. Tutto bello, ma siamo ancora qui ad applaudire ad ambiziosi progetti che restano sulla carta.

Come dice Greta le soluzioni ci sono, ma non possiamo più prenderci in giro e dobbiamo farci sentire in qualche modo. Il suo sciopero va avanti da mesi, ma da diverse settimane molte città stanno indicendo uno sciopero per il clima ogni venerdì, in tutto il mondo. Dai 12.500 studenti in strada per protestare in Belgio ai 22.000 scioperanti in Svizzera agli oltre 30.000 in Germania. Questa è la fotografia  di quanto sta succedendo nel mondo e la speranza è che sia un movimento in crescita, che porti più che a delle decisioni, ai FATTI.

In Italia

Credits: Silvio Bruschi

La rubrica Ohga Active si nutre di azioni per migliorare la qualità della tua vita, e anche quella degli altri. Questo articolo non sarebbe stato scritto se non per chiederti di partecipare a quanto sta succedendo in questo periodo storico. in cui ci vengono dati poco più di vent'anni per salvare il Pianeta prima che sia troppo tardi e la situazione sia irreversibile. In Italia le città che si stanno mobilitando sono molte: per adesso Milano, Torino, Pisa, Roma, Modena, ma basta seguire la pagina Facebook Fridays for future – Italy per essere aggiornati sulle nuove adesioni. Il passo successivo sarà la Marcia Globale a favore del clima prevista per il prossimo 15 marzo 2019, a cui hanno aderito già 40 Paesi del mondo. Il mio messaggio è il solito: fai qualcosa anche tu, e fallo oggi.