Disfagia: quando deglutire diventa molto difficile

La disfagia è la difficoltà nel deglutire, atto che permette il transito di cibo dalla bocca allo stomaco. È legata a diverse patologie, come Alzheimer e Parkinson, anche se nelle forme più lievi, e in assenza di malattie, si può semplicemente definire un disturbo dell’invecchiamento, causato dalla perdita di tono muscolare.
Valentina Rorato 6 Novembre 2019
* ultima modifica il 17/03/2020

Un sensazione di deglutizione difficoltosa si chiama disfagia e, purtroppo, dipende dal faticoso transito dei solidi e dei liquidi dalla faringe allo stomaco. Quello che dovrebbe essere un atto naturale, quanto spontaneo, si può trasformare in un’azione meccanica molto complessa da realizzare.

Cos'è la disfagia

La deglutizione è un’azione spontanea. È un atto che il nostro corpo compie senza alcun tipo di fatica per introdurre i cibi e di conseguenza alimentarsi. La spontaneità puoi apprenderla guardando i neonati, al momento dello svezzamento. Quante volte hai visto il tuo bambino o il tuo nipotino aprire la bocca come un uccellino per prendere il cucchiaino con la pappa? O portarsi istintivamente il pezzetto di pane alle bocca? Anzi, in questa fase, bisogna essere doppiamente attenti perché il rischio è che deglutiscano cibi troppo grandi o non adatti a loro.

Quando quest’azione perde naturalezza e sopraggiunge una vera e propria difficoltà si parla di disfagia. Purtroppo questo disturbo è strettamente legato a malattie neurologiche, come il Parkinson, SLAsclerosi multipla e l’Alzheimer e ogni anno, secondo i dati dell'Agency for Health Care Policy and Research, sono da 300 a 600 mila i nuovi casi di disfagia. Numero destinato a crescere perché questa condizione è collegata all’invecchiamento e una società che tende a invecchiare come quella occidentale è destinata a dover affrontare percentuali sempre più elevate di malattie e disturbi tipici dell’anziano. La disfagia è si può distinguere in orofaringea o esofagea, a seconda della sede interessata.

Disfagia orofaringea

La disfagia orofaringea, o di transito, è la difficoltà di far transitare il cibo dall'orofaringe all'esofago. La causa risiede in un'anomalia funzionale a monte dell'esofago. I pazienti lamentano difficoltà ad iniziare la deglutizione, rigurgito nasale e aspirazione tracheale seguita da tosse. Questo disturbo è spesso collegato a  patologie neurologiche.

Disfagia esofagea

La disfagia esofagea è la difficoltà di far transitare del cibo lungo l'esofago per giungere allo stomaco. In questo caso il disturbo è collegato a un problema della motilità o da un'ostruzione meccanica. La causa più nota è l'acalasia, una patologia  caratterizzata dalla progressiva perdita sia della peristalsi esofagea.

La disfagia nell'anziano

La disfagia nell’anziano è spesso sintomo di vecchiaia o di una malattie neurologiche. La masticazione, così come la deglutizione, richiedono un’attività neuromuscolare e di coordinamento dei muscoli di bocca, viso e collo. Quest’attività diminuisce, nelle persone sane, con l’età e ovviamente diventa ancora più complessa se sopraggiungono alcune patologie, come neuropatie craniali causate dal diabete, ictus, morbo di Parkinson, sclerosi laterale amiotrofica, sclerosi multipla e Alzheimer. E non è tutto, perché la perdita del tono muscolare nella parte inferiore del viso e delle labbra può provocare una perdita del tono muscolare periorale. Se da un punto di vista estetico questo difetto potrebbe spaventarti, in realtà il problema principale è la scialorrea, ovvero la perdita di saliva, che spesso è il primo sintomo della disfagia.

Le cause

Le cause della disfagia sono davvero numerose e sono spesso da ricondurre a malattie vascolari, neurologiche o a neoplasie del collo. Ecco quali sono:

  • Neurologiche (come trauma cranico, ictus e demenze)
  • Infettive (come sifilide e botulismo)
  • Metaboliche (come il morbo di Wilson)
  • Miopatiche (come la Miastenia grave)
  • Strutturali (come i tumori orofaringei e le cicatrici cervicali)
  • Iatrogene (come radiazioni e gli effetti collaterali della chemioterapia)

È importante sapere che molto spesso la disfagia non è così evidente. Potresti non riconoscerla o non vederla in chi ti sta accanto. Come fare a comprendere se il problema è proprio questo? Fai attenzione durante i pasti al sopraggiungere di tosse, alla sensazione di corpo estraneo in gola, anche se in gola non c’è proprio nulla, e a un cambiamento della voce, decisamente più rauca.

Talvolta l’insorgere della disfagia non è però patologico, quanto causato da disidratazione o da malnutrizione. Due problemi sicuramente tipici degli anziani, soprattutto quando non sono più completamente autonomi, e delle persone con gravi disturbi alimentari. Potrebbe inoltre essere causata da polmonite ab ingestis e broncopolmonite, caratterizzata dall’ingresso di materiale estraneo nell’albero bronchiale.

I sintomi

I sintomi della disfagia sono numerosi, alcuni più allarmanti, altri meno:

  • Scialorrea
  • Perdita di peso (perché la difficoltà a deglutire porta alla perdita di appetito)
  • Perdita di cibo dalla bocca durante i pasti
  • Rigurgito nasale
  • Difficoltà a svuotare il cavo orale
  • Sensazione di disfagia nell'esofago
  • Frequenti colpi di tosse ai pasti

I rimedi

Quali sono i rimedi per la disfagia? La prima cosa che dovresti fare è rivolgerti al medico e spiegare la situazione. In linea di massima dovresti essere orientato a una visita specialistica in otorinolaringoiatria, che attraverso la fibroendoscopica della deglutizione dovrebbe definire le caratteristiche del disturbo.

La cosa importante, ovviamente, è comprendere quale sia la causa, perché solo curando la malattia all’origine si può sperare, se non di risolvere, almeno di contenere il disturbo. In caso di occlusione  completa è consigliabile un'endoscopia di emergenza del tratto digestivo superiore. E se, durante questo esame, si individua un restringimento, il medico potrebbe eseguire una cauta dilatazione endoscopica. I pazienti con una malattia neurologica a uno stadio avanzato, come potrebbe essere il Parkinson, in realtà non possono sperare una soluzione. Potrebbero però trovare benessere mangiando in una posizione diversa durante i pasti e magari non dormendo in una posizione completamente orizzontale, al fine di ostacolare il rigurgito. È poi di aiuto la rieducazione dei muscoli della deglutizioni, quelli di collo, bocca e faccia.

Fonti| Humanitas; MSD Manuals

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