Come si manifesta e si cura l’insufficienza respiratoria

Quando i polmoni non sono in grado di svolgere il loro compito, ovvero trasportare ossigeno ed eliminare l’anidride carbonica, si rischia l’insufficienza respiratoria, una condizione molto grave, considerata una vera e propria emergenza sanitaria. Quali sono i sintomi e soprattutto da che cosa dipende?
Valentina Rorato 1 aprile 2020
* ultima modifica il 12/06/2020

Si parla di insufficienza respiratoria quando i tuoi polmoni smettono di funzionare, totalmente o in parte, e quindi non essere in grado sia di ossigenare i tessuti e gli organi sia di eliminare l’anidride carbonica. Questa condizione può essere associata  a tutte le malattie acute del polmone, che generalmente comportano il riempimento di liquidi o il collasso delle unità alveolari, ma anche a numerose malattie neurodegenerative. Vediamo insieme che cos'è, quali sono i sintomi e come si interviene.

Cos’è l' insufficienza respiratoria

L‘insufficienza respiratoria è una condizione in cui non passa abbastanza ossigeno dai polmoni nel sangue. Gli organi del tuo corpo, come il cuore e il cervello, hanno bisogno di sangue ricco di ossigeno per funzionare bene. E ovviamente se il sistema respiratorio è compromesso e quindi i tuoi polmoni non riescono a rimuovere correttamente l'anidride carbonica (un gas di scarico) dal sangue, può succedere che i tuoi organi si danneggino.

Esistono diverse malattie e condizioni che influenzano la respirazione e possono causare insufficienza respiratoria, come la BPCO, sigla che sta per broncopneumopatia cronica ostruttiva, le lesioni del midollo spinale, ma anche l’infezione provocata dal nuovo coronavirus. La complicanza più grave di Covid-19 è la polmonite interstiziale acuta che porta proprio all’insufficienza respiratoria.

Come funzionano i polmoni

Per capire l'insufficienza respiratoria, bisogna prima di tutto comprendere come funzionano i polmoni. Quando respiri, l'aria passa attraverso il naso e la bocca nella trachea e viaggia verso le sacche d'aria dei polmoni. Queste sacche sono chiamate alveoli. Ci sono piccoli vasi sanguigni che attraversano le pareti degli alveoli. Quando l'aria raggiunge le sacche d'aria, l'ossigeno presente nell'aria passa attraverso le pareti degli alveoli nel sangue. Allo stesso tempo, l'anidride carbonica si sposta dai capillari alle sacche d'aria. Questo processo si chiama scambio di gas. In caso di insufficienza respiratoria, questo elaborato meccanismo si compromette.

Insufficienza respiratoria acuta e cronica

Si può distinguere tra insufficienza respiratoria acuta e cronica. La prima si sviluppa molto rapidamente e può richiedere un trattamento di emergenza. La seconda è più lenta e tende ad aggravarsi un po’ alla volta. Diciamo che entrambe sono pericolose ma nel caso della forma acuta è quasi sempre indispensabile un ricovero in terapia intensiva, mentre se l’insufficienza è cronica, potresti tranquillamente essere curato a casa o in un centro di assistenza a lungo termine.

Cause

Le cause che provocano l’insufficienza respiratoria sono condizioni patologiche che possono coinvolgere muscoli, nervi ma anche ossa e i tessuti polmonari. Si può verificare in caso di:

  • Distrofia muscolare
  • Sclerosi laterale amiotrofica (SLA)
  • Lesioni del midollo spinale
  • Ictus
  • Lesioni al torace
  • Problemi alla colonna vertebrale (per esempio una curva anomala della scoliosi)
  • Overdose di droga o alcol
  • Malattie e condizioni polmonari, come BPCO, polmonite, sindrome da distress respiratorio acuto, embolia polmonare e fibrosi cistica.
  • Lesioni polmonari acute

Sintomi

I sintomi dell’insufficienza respiratoria dipendono molto dalla causa e dai livelli di ossigeno. Potrebbero manifestarsi:

  • Respiro corto e fame d’aria
  • Colore bluastro su pelle, labbra e unghie
  • Respiro rapido e confuso (se l’anidrite carbonica è elevata)
  • Sonnolenza
  • Perdita di conoscenza
  • Aritmie
  • Tachicardia
  • Vertigini
  • Sudorazione
  • Stato confusionale
  • Dolore al petto

Diagnosi

In caso di sospetta insufficienza respiratoria bisogna assolutamente contattare il medico o recarsi al pronto soccorso. La prima cosa è verificare la saturazione dell’ossigenazione, che si può fare con un saturimetro. Nei soggetti sani la saturazione dell’ossigeno oscilla tra 97% e 99%, diventa preoccupante sotto il 95%. Ovviamente il dottore procedere con un esame fisico per verificare i segni di aritmia o di altre insufficienze. Sono poi consigliati una radiografia al torace, un elettrocardiogramma, per controllare l’attività elettrica del cuore, e un emocromo completo.

Cura

La cura per l'insufficienza respiratoria dipende prima di tutto dal tipo di insufficienza, acuta o cronica, dalla sua gravità e dalla causa. L'insufficienza respiratoria acuta è un'emergenza medica e nella maggior parte dei casi necessità di terapia intensiva. In generale, si deve intraprendere la terapia dell’ossigeno attraverso una cannula nasale (due piccoli tubi di plastica, o occhiali, posizionati in entrambe le narici) o attraverso una maschera che si adatta al naso e alla bocca.

In alternativa, potrebbero essere utilizzati la tracheotomia, il ventilatore o la ventilazione non invasiva. Tra le opzioni c’è anche la CPAP, sono dei caschi a pressione positiva continua, diventati molto famosi perché impiegati nel trattamento dei pazienti affetti da Covid-19 che non hanno bisogno di essere intubati.  È possibile che vengano somministrati liquidi per via endovenosa per migliorare il flusso sanguigno in tutto il corpo e fornire nutrimento.

Si può guarire?

L’insufficienza respiratoria acuta è una condizione grave e può essere fatale. È anche vero che se il paziente riesce a superare la crisi, il recupero può essere completo e senza complicazioni. L’ insufficienza respiratoria cronica, invece, è una condizione che potrebbe accompagnarti per tutta la vita, soprattutto se associata a malattie degenerative.

Fonte | National Heart, Lung, and Blood Institute; MSD Manuals

Le informazioni fornite su www.ohga.it sono progettate per integrare, non sostituire, la relazione tra un paziente e il proprio medico.