La setticemia: quando le infezioni possono essere mortali

La setticemia è una grave infezione, che può avere esiti letali se non curata tempestivamente. Può essere causata da batteri, ma anche da virus, funghi o protozoi e colpisce soprattutto i soggetti fragili, quindi gli over 65, le persone con un deficit immunitario o chi ha appena subito un’operazione.
Valentina Rorato 10 Dicembre 2019
* ultima modifica il 28/09/2020

La setticemia è la conseguenza, in alcuni casi mortale, di un processo infettivo. Se non riconosciuta e trattata tempestivamente può portare allo shock settico o shock setticemico. 

Cos'è la setticemia

La setticemia è processo infettivo acuto causato da passaggio di germi patogeni nel sangue, che a loro volta sono coinvolti in focolai infettivi localizzati. Ma cerchiamo di rendere più semplice come si sviluppa questa malattia. Parti da un’infezione locale, come una ferita non adeguatamente curata: potrebbe infettarsi e far circolare delle sostanze chimiche causando un’infiammazione sistemica. Quest’infiammazione provoca la formazione di microscopici trombi che impediscono all’ossigeno e alle sostanze nutritive di raggiungere i vari organi provocandone l’esaurimento e quindi mettendoli fuori uso. Quali organi? Purtroppo non puoi prevederlo: può essere uno solo, come possono compromettersene diversi. È una complicazione gravissima, che può avere un’evoluzione variabile. In alcuni casi è fatale.

Cos'è la sepsi

Il termine sepsi talvolta viene usata come sinonimo di setticemia. In realtà si parla di setticemia quando indica lo specifico caso in cui la sepsi è accompagnata da batteriemia (sepsi batteriemica) invece che da altri tipi di infezioni.

La sepsi può essere causata da batteri, ma anche da virus, funghi o protozoi. In Europa si verificano circa 400 casi di sepsi su 100.000 abitanti ogni anno. I dati relativi all’Italia non sono confortanti: ogni anno ci sono circa 60mila morti per questo problema.

Setticemia e batteriemia sono a loro volta due cose diverse: la batteriemia è un termine usato per indicare la presenza di un'occasionale invasione di germi nel circolo sanguigno, mentre nella setticemia la presenza nel sangue di germi è non solo in numero elevato ma dura un periodo prolungato. La batteriemia, inoltre, può essere asintomatica.

Cosa la causa?

La causa delle setticemia è rappresentata soprattutto da infezioni batteriche del sangue. I principali responsabili di sepsi sono gli stafilococchi meticillino-resistenti, la Candida spp., la Klebsiella spp., gli Escherichia coli e la Pseudomonas spp. Chi si ammala? Può colpire chiunque ma è più pericolosa per le persone con più di 65 anni, con un sistema immunitario compromesso o che hanno subito interventi o a cui sono stati impiantati dispositivi quali catetere o tubo endotracheale, che possono svolgere da veicolo infettivo.

Quali sono i sintomi?

I sintomi della setticemia sono:

  • febbre
  • ipotermia (temperatura inferiore ai 36 gradi)
  • tachicardia
  • iperventilazione
  • leucocitosi (globuli bianchi alti)
  • leucopenia (globuli bianchi bassi)
  • confusione mentale
  • piastrinopenia
  • chiazze rosse o rosse scure sul corpo
  • shock settico

La setticemia nei bambini

La setticemia nei bambini piccoli è abbastanza rara. Ha un’incidenza di 0,56 casi per mille ed è più elevata nei primi 12 mesi di vita, dove l’incidenza cresce a 5,6 casi per 1000 bambini per scendere a 0,20 casi tra 10 e 14 anni. Purtroppo è la causa più comune di morte neonatale, soprattutto se tuo figlio è nato prima del termine. Può manifestarsi tre giorni prima o anche tre giorni dopo la nascita. Quali sono i sintomi?

  • pelle pallida o bluastra
  • letargia
  • freddo al tatto
  • aumento della velocità di respirazione
  • comparsa di un’eruzione cutanea che non scompare alla pressione di un bicchiere
  • convulsioni

La setticemia in gravidanza

La setticemia in gravidanza può colpire la mamma ma anche il bambino nel pancione. I principali fattori di rischio sono le infezioni materne da streptococco di gruppo B, rottura prematura delle membrane, la nascita pretermine e gravidanza multipla. La sepsi durante la gestazione è un’eventualità abbastanza rara, ma è in aumento a causa dell’età materna.

Purtroppo per via di tutti i cambiamenti che devi affrontare in gravidanza, spesso tu stessa potresti non comprendere la gravità della setticemia. Inoltre, ci sono diversi disturbi peculiari della gestazione, tra cui preeclampsia, distacco della placenta, embolia del liquido amniotico e l’emorragia postpartum, che hanno a volte sintomi simili e che possono tutti causare l’insufficienza di uno o più organi potenzialmente pericolosi per la vita. È difficile quindi che la donna individui delle anomalie, soprattutto se sta già affrontando una gestazione complicata. Deve essere molto vigile il medico.

Esiste poi un altro problema legato alla gravidanza, il cosiddetto aborto settico. Si tratta di una grave infezione dell'utero durante o subito prima o subito dopo un aborto. I sintomi si manifestano mediamente entro le 24-48 h dopo l'aborto e sono simili a quelli della malattia infiammatoria pelvica. Può capitare quando si decide di abortire in un ambiente non sterile o per mano di un medico non adeguatamente preparato. È importante quindi, se per qualsiasi ragione dovresti decidere per un'interruzione volontaria di gravidanza, recarti sempre da una specialista o in una struttura ospedaliera sicura. La conseguenza più drammatica dell'aborto settico è lo shock settico che causa ipotermia, ipotensione, oliguria e distress respiratorio.

La diagnosi

Il vero problema della setticemia è la diagnosi, che spesso non è tempestiva perché i sintomi non sono semplici e facilmente riconducibili a una sovrainfezione. È importante fare una serie di esami del sangue  (VES, PCR, emocromo, emocoltura, esami delle urine, analisi delle secrezioni dell’apparato respiratorio ecc.) e strumentali (radiografie, TAC, ecografia, risonanza magnetica ecc.)

Qual è la terapia?

La terapia della setticemia è complessa perché bisogna capire da dove parte l’infezione, quale agente patogeno ne è responsabile e se ha compromesso degli organi. Sicuramente ti saranno prescritti degli antibiotici ad ampio spettro, somministrati tramite flebo; poi i medici – una volta formulata la diagnosi e avuti gli esiti degli esami – provvederanno a somministrare farmaci più specifici come i vasopressori (per combattere l’ipotensione arteriosa), i corticosteroidi, l’insulina, i farmaci modulatori del sistema immunitario, gli analgesici o i sedativi. Potrebbe essere necessario anche un intervento, per rimuovere chirurgicamente la zona infettiva d’origine.

Il decorso

La setticemia ha un decorso molto variabile e talvolta estremamente veloce. È importante intervenire molto rapidamente affinché l’infezione non comprometta gli organi. Per identificare e trattare la sepsi serve molta attenzione in poco tempo: da una a tre ore, anche se alcuni esami richiedo fino a tre giorni per essere pronti. In caso si sospetto, è deve agire entro le 12 ore dall’insorgenza dei sintomi, ogni ora di ritardo nella somministrazione della corretta terapia antibiotica fa aumentare il rischio di morte del 7%.

È mortale?

La setticemia può essere mortale e purtroppo le percentuali sono molto elevate. In caso di setticemia lieve il rischio di morte è del 15%, si sale al 30-35% in caso di setticemia grave e si supera il  50% se subentra lo shock settico. La buona notizia è che non si tratta di un'infezione contagiosa e non si può trasmettere da uomo a uomo. Può però essere veicolata dalle mani non pulite dei professionisti (medici e infermieri) e dei visitatori e attraverso ferite infette. Ecco perché un paziente settico viene generalmente isolato e si devono osservare delle regole igieniche importanti. Sono invece contagiose alcune delle patologie che possono portare alla sua insorgenza (dalla polmonite alla meningite, dalla encefalite a un'infiammazione delle alte vie respiratorie).

Si può prevenire?

La setticemia si può prevenire. La prima cosa che devi fare è cercare di prevenire alcune infezioni apparentemente banali, come l’influenza, che possono causare sepsi. In che modo? Prima di tutto vaccinandosi (per esempio contro il virus influenzale), poi lavandosi sempre bene le mani e disinfettando graffi e ferite. Se ti accorgi di avere la febbre, di essere disorientato, di avere la tachicardia, forte dolore ed essere scosso da brividi, recati subito al pronto soccorso.

Fonti| Cambridge; Ospedale Niguarda; WHO

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