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Proteina C reattiva (PCR): cosa significano valori troppo alti e cosa fare per abbassarli

La PCR è un marcatore d’infiammazione, dato che un aumento delle sue concentrazioni nel sangue indica che il tuo organismo sta fronteggiando qualche minaccia. Vediamo come funziona il test per misurarla, quando va eseguito e quali sono i valori da non superare.
Alessandro Bai 20 Settembre 2022
* ultima modifica il 20/09/2022
Con la collaborazione del Dott. Mauro Martini Medico di Medicina generale

La proteina C reattiva (PCR) è una proteina prodotta nel fegato e la sua presenza segnala di solito un'infiammazione in corso, dato che viene rilasciata nel sangue poco tempo dopo l'inizio di un processo infiammatorio, che può essere più o meno grave.

Per conoscere i valori della proteina C reattiva devi effettuare un esame che consiste nel prelievo di un campione di sangue che sarà poi analizzato per ottenere i risultati. Se la PCR è più alta del normale, serviranno ulteriori indagini.

Nelle persone in salute, infatti, le quantità di questa proteina nel sangue sono molto basse, e un aumento delle sue concentrazioni indica che qualcosa sta minacciando il tuo organismo, senza però mostrare nello specifico né di cosa si tratta né dove abbia origine il disturbo. Il problema è che può segnalare tanto la presenza di un'appendicite quanto quella di un tumore, quindi è importante che sia il tuo medico di fiducia ad interpretare il referto e consigliarti la terapia giusta.

Forse non sai però che il test della PCR può essere prescritto anche per monitorare l'andamento di patologie già note o la risposta del tuo organismo alle terapie somministrate.

Cos'è la PCR

La proteina C reattiva, nota anche con l'abbreviazione PCR, è una proteina sintetizzata dal fegato e considerata un marcatore d'infiammazione, dato che i suoi livelli nel sangue tendono ad aumentare proprio in seguito ad un'infezione, un processo infiammatorio o un danno ao tessuti, spesso anche prima della comparsa di eventuali sintomi.

Per questo motivo, i valori della PCR possono essere misurati con un esame del sangue che viene prescritto per verificare la risposta dell'organismo ad una terapia anti infiammatoria, per valutare l'andamento e la riacutizzazione di patologie infiammatorie croniche autoimmuni o, più semplicemente, quando il medico sospetta che possa esserci un'infiammazione in corso a causa di sintomi come febbre, dolore, brividi, nausea o tachicardia.

Come ti dicevo, la proteina C reattiva viene prodotta dal fegato, che normalmente inizia a rilasciarne quantità maggiori nel giro di due ore dall'inizio di un'infiammazione. In circa due giorni potresti ritrovarti con una concentrazione molto elevata nel sangue, superiore anche di circa un migliaio di volte rispetto al solito. Una volta che il problema è stato risolto, la PCR impiega circa 18 ore per tornare nei ranghi e segnalare la fine del pericolo.

Tieni presente che la PCR alta indica che c'è un problema, ma non ti dice esattamente di cosa si tratta. È un valore che deve essere interpretato dal medico, e non a caso il dosaggio di questa proteina solitamente viene prescritto insieme ad altri esami, ad esempio la misurazione della VES. Solo in questo modo è possibile capire se la proteina C reattiva è aumentata per via di infezioni come la bronchite o la polmonite, oppure a causa di un tumore, due scenari molto diversi ma entrambi possibili.

Se invece hai valori bassi di PCR, vuol dire che gli eventuali sintomi che avverti non sono legati ad uno stato infiammatorio dell'organismo, quindi le cause potrebbero essere altre.

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I valori della PCR si misurano con un analisi del sangue per capire se c’è un’infiammazione in corso.

Valori normali

La PCR può essere definita alta ogni volta che supera la concentrazione di 8 mg/L (milligrammi per litro). Più i valori che compariranno sul referto del laboratorio saranno alti, più la situazione sarà preoccupante, ma fino a quando non si superano i 40 mg/L significa che l'infiammazione non è grave.

Al contrario, quando la proteina C reattiva raggiunge livelli di 200 mg/L o superiori, è importante capire subito le cause di questa alterazione, perché potrebbe trattarsi anche di una patologia seria.

Se sei un adulto in buona salute, la PCR dovrebbe sempre restare all'interno dei valori di riferimento, che sono inferiori a 8 mg/L (o 0,8 mg/dl), tenendo però conto che i livelli sono leggermente più alti nelle donne e tendono ad aumentare con l'avanzare dell'età.

Di norma, poi, valori alti sono associati a infezione batteriche, come sepsi, ustioni oppure conseguenze di un intervento chirurgico. Inoltre, è probabile che il tuo medico inizi a prescriverti degli antibiotici già una volta che la misurazione avrà segnalato una soglia di 20 milligrammi.

Le analisi del sangue devono infatti essere interpretate, anche in relazione alla storia clinica e alle condizioni di salute del paziente, perciò tieni sempre presente che si tratta di informazioni generali e che non potranno mai fornirti i parametri per un'autodiagnosi.

Quando si alza la proteina C reattiva?

Un aumento della concentrazione di PCR nel sangue indica uno stato infiammatorio che può essere dovuto a diverse cause, tra cui:

Come puoi vedere, la lista delle possibili cause è piuttosto lunga, e a queste vanno aggiunte alcune situazioni in cui la proteina C reattiva si alza fisiologicamente, come può accadere nelle fasi avanzate della gravidanza, durante una terapia sostitutiva ormonale, o ancora nelle persone che soffrono di obesità. È proprio per questa incertezza che è sempre importante affidarsi al medico per capire la vera ragione dietro ai risultati alterati.

PCR alta per un tumore

Una PCR alta non indica per forza la presenza di un tumore. Questo parametro segnala che vi è un'infiammazione in atto nel tuo corpo e, sì, la causa può essere anche un cancro, soprattutto quando il valore risulta molto aumentato. Oppure possono esservi una decina di altre patologie, fra cui quelle appena elencate, all'origine dell'anomalia. Saranno gli specialisti, attraverso esami più approfonditi, a capire con certezza da dove derivi il malessere.

PCR alta per le malattie cardiache

Sebbene non tutti i medici siano d'accordo, questo esame viene sempre più spesso utilizzato anche per individuare un possibile rischio di disturbo cardiaco. Si ritiene infatti che alcune patologie possano essere provocate anche da valori che non hanno nulla a che fare con quantità di colesterolo e trigliceridi. In questo, si potrebbe dire che più basse risultano le cifre, più in salute sarà il tuo cuore. Si tratta però di un marker più preciso, introdotto a partire dagli anni '90 e definito PCR ad alta sensibilità. Questi sono i valori ai quali dovresti prestare attenzione:

  • Inferiore a 1 mg/L: non c'è un reale rischio cardiaco
  • Compreso fra 1 e 3 mg/L: si riscontra un rischio cardiaco basso o medio
  • Compreso fra 3 e 10 mg/L per litro: elevato rischio cardiaco
  • Superiore a 10 mg/L: c'è già un'infiammazione in atto

PCR alta in un neonato

La PCR viene utilizzata anche per identificare la presenza di un'infiammazione in atto anche nel corpo di un neonato. Esattamente come accade per un adulto, può trattarsi di una patologia lieve oppure di un'infezione batterica grave come la sepsi.

Tieni però presente che nei neonati questo valore aumenta in modo fisiologico durante i le prime ore di vita e può arrivare anche a 25 milligrammi per litro di sangue nei giorni immediatamente successivi al parto. Si stabilizza attorno ai 10 milligrammi solo dopo 96 ore che il bambino è uscito dalla pancia della madre. Questo significa che variazioni di proteina C reattiva nell'organismo di un bebè possono verificarsi con maggiore frequenza rispetto a quanto accade a te, anche perché il suo sistema immunitario sta imparando a reagire alle minacce esterne ed è quindi molto più vigile del tuo.

Come si misura

L'esame che misura i livelli di proteina C-reattiva consiste in un prelievo di un campione del sangue che si effettua solitamente da una vena del braccio.

Il test non richiede nessuna preparazione particolare: ad esempio, non c'è bisogno di restare a digiuno e non appena terminato potrai tornare a svolgere le tue attività quotidiane senza limitazioni.

Come abbassare la PCR

Nel caso la tua PCR sia risultata alta, sarà necessario chiedere consiglio al tuo medico su quali ulteriori esami è bene fare per approfondire la situazione ed arrivare alla diagnosi del problema.

Se i livelli sono troppo alti per via di un'infezione o di qualche infiammazione, sarà necessario curare questi disturbi con antibiotici o altri farmaci specifici che ti verranno prescritti per riportare la proteina C reattiva ai valori normali.

Più in generale, anche per prevenire un aumento dei livelli, è importante mantenere uno stile di vita sano: cerca di mangiare in modo equilibrato ed evita fumo e alcolici, dato che il sovrappeso e l'obesità aumentano infatti le probabilità che si presenti questo problema. Pratica attività fisica quotidianamente, ricordando che è sufficiente anche solo mezz'ora di camminata a passo svelto. Inoltre, mantieni sotto controllo la pressione, soprattutto per quanto riguarda eventuali rischi cardiovascolari.

se sia necessario assumere antibiotici o altri farmaci specifici per alcune infiammazioni, come antinfiammatori o ibuprofene. Se invece stai cercando di prevenire l'innalzamento di questa proteina, devi sapere che la prevenzione passa attraverso uno stile di vita sano.

Cerca di mangiare in modo equilibrato ed evita fumo e alcolici: il sovrappeso e l'obesità aumentano infatti le probabilità che si presenti questo problema. Pratica attività fisica quotidianamente, ricordando che è sufficiente anche solo mezz'ora di camminata a passo svelto. Inoltre, mantieni sotto controllo la pressione, soprattutto per quanto riguarda eventuali rischi cardiovascolari.

Il parere dell'esperto

Abbiamo chiesto al dottor Mauro Martini, medico di Medicina generale con oltre trent’anni di esperienza, in quali casi sia più indicata la PCR e quando è invece meglio verificare la VES:

Si tratta di due valori complementari e indicano entrambi degli esami non specifici, il cui risultato mostra se è in atto una forma infiammatoria o infettiva nell’organismo. In generale, la proteina C reattiva (PCR) è più presente nei casi di infiammazioni provocate da disturbi reumatici. La velocità di eritrosedimentazione (VES) indica invece altri tipi di alterazioni infiammatorie, associate di solito a eventi infettivi, ad esempio tonsilliti o faringiti. La VES poi aumenta in modo significativo quando vi sono forme tumorali in corso, oppure in caso di infiammazioni parafisiologiche. Bisogna sempre tenere presente, infatti, che una VES elevata non coincide direttamente con la presenza di un cancro e i risultati del prelievo devono sempre essere esaminati dal medico”.

Fonti| Centro SantagostinoOspedale Niguarda; Humanitas

(Pubblicato da Giulia Dallagiovanna il 9-4-2019
Modificato da Alessandro Bai il 19-9-2022)

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