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Policitemia vera: cause, sintomi e tassi di sopravvivenza di un rarissimo tumore del sangue

La policitemia vera è una neoplasia mieloproliferativa cronica, ovvero un tumore che porta ad una produzione incontrollata delle cellule del sangue, specialmente dei globuli rossi. Nonostante la sua origine genetica, la malattia non è ereditaria. Le complicanze, come ictus o trombosi, possono portare alla morte, ma i trattamenti più recenti hanno aumentato la sopravvivenza in modo importante: scopri quali sono i sintomi e come si arriva alla diagnosi.
Alessandro Bai 2 Settembre 2022
* ultima modifica il 02/09/2022
In collaborazione con Dott. Alessandro Vismara Specialista in ematologia all'ASST Rhodense

La policitemia vera è un tumore del sangue che si presenta raramente ed è caratterizzato da una produzione incontrollata delle cellule del sangue, in particolare dei globuli rossi (eritrociti), che aumentano a dismisura a causa di una disfunzione del midollo osseo. Questa malattia cronica si sviluppa in modo lento ma graduale, e in alcuni casi è capace di portare alla morte del paziente per via delle complicanze che genera.

I sintomi della policitemia vera comprendono stanchezza, arrossamento al volto o alterazioni nella sensibilità di mani e piedi, ma per diagnosticarla con sicurezza è necessario eseguire l'emocromo completo, dal quale è possibile notare l'aumento del numero dei globuli rossi, dell'ematocrito e dei livelli di emoglobina. Anche se non si conoscono le cause esatte, gli studi condotti negli ultimi anni hanno individuato una mutazione genetica all'origine della neoplasia, che tuttavia non sarebbe ereditaria.

Cos'è

La policitemia vera è una rara neoplasia mieloproliferativa cronica, cioè una forma di tumore che colpisce le cellule ematopoietiche del midollo osseo, provocando la produzione in quantità eccessive di tutte le cellule del sangue, ovvero globuli bianchi, piastrine e globuli rossi. Di solito sono soprattutto questi ultimi, detti anche eritrociti, a crescere maggiormente rispetto alle altre componenti ematiche, facendo aumentare di conseguenza la densità del sangue, che circola con più fatica attraverso i vasi sanguigni.

In media, la policitemia vera viene diagnosticata all'età di 60 anni, in particolare negli uomini, anche se in alcuni casi, soprattutto nelle donne, può comparire anche prima dei 40 anni. In ogni caso, si tratta di una malattia davvero rara, come testimoniato dai dati sulla sua diffusione, dato che colpisce circa 2 persone su 100.000.

Il decorso del tumore è piuttosto lento, tanto che può rimanere totalmente asintomatico per diversi anni, ma purtroppo nel tempo può provocare complicanze che aumentano il rischio di mortalità della patologia, come ad esempio eventi cardiovascolari quali ictus e infarti, resi più probabili dal sangue più denso per via dell'aumento dei globuli rossi.

È ereditaria?

La mutazione del gene JAK2 (Janus Activated Kinase 2), responsabile della proliferazione dei globuli rossi e delle altre cellule del sangue, è ritenuta tra le cause principali della policitemia vera, anche perché è presente in più del 95% dei pazienti affetti dalla neoplasia. Tuttavia, questa mutazione genetica verrebbe acquisita nel corso della vita per motivi ancora sconosciuti e non sarebbe quindi trasmessa dai genitori ai figli.

Sono state osservate in alcuni casi anche mutazioni di altri geni, come quello della calreticolina (CALR), tutte connesse ad un'aumentata produzione di globuli rossi.

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Sintomi

I pazienti affetti da policitemia vera possono rimanere asintomatici per diversi anni, dato che la neoplasia tende spesso a svilupparsi lentamente. I primi sintomi che compaiono sono:

  • Stanchezza e debolezza (astenia)
  • Mal di testa
  • Arrossamento del volto
  • Sudorazione notturna
  • Febbre
  • Perdita di peso
  • Milza ingrossata

Oltre a queste manifestazioni, possono poi comparirne altre che incidono sulla qualità della vita quotidiana, come i disturbi alla sensibilità di mani e piedi oppure i problemi alla vista, che comportano ad esempio la comparsa di macchie nel tuo campo visivo o la visione doppia (diplopia).

I sintomi della policitemia vera possono essere collegati direttamente anche all'aumento dei globuli rossi, dato che la condizione di eritrocitosi ha l'effetto di rendere il sangue più denso e aumentare così il rischio di formazione di coaguli (trombi) in qualsiasi vaso sanguigno del corpo. A causa di questo fenomeno, le complicanze di questo tumore includono ictus, attacco cardiaco, embolia polmonare o trombosi venosa profonda, mentre è molto raro che la malattia possa evolvere in leucemia.

Diagnosi

Può accadere che eseguendo un emocromo completo per controllare il tuo stato di salute, o prescritto per altri motivi, il tuo medico noti le alterazioni dei valori dell'ematocrito, dell'emoglobina e della conta dei globuli rossi e inizi a sospettare che tu possa soffrire di policitemia vera.

Tuttavia, per arrivare alla diagnosi certa della neoplasia il medico dovrà capire se l'aumento dei globuli rossi sia effettivamente causato dalla policitemia vera o se sia dovuto a qualche altra patologia, una situazione in cui si dovrebbe parlare allora di policitemia secondaria o eritrocitosi secondaria.

Per distinguere tra le due, a volte possono essere sufficienti l'anamnesi e l'esame obiettivo, ma in altri casi il medico ti chiederà di effettuare indagini più approfondite, come la misura dei livelli di eritropoietina, solitamente molto bassi in chi è affetto da policitemia vera, o delle analisi specifiche per ricercare le mutazioni del gene JAK2, del gene CALR o di altri geni coinvolti nella malattia.

Terapia

Prima di tutto devi sapere che la policitemia vera non può essere curata definitivamente, ma soltanto gestita con una serie di trattamenti che mirano a controllarne il decorso ed evitare l'insorgenza di complicanze cardiovascolari che aumentano il rischio di mortalità.

Il trattamento principale è rappresentato dal salasso terapeutico o flebotomia, una procedura che tramite un prelievo di sangue ha lo scopo di ridurre la concentrazione di globuli rossi, in modo da riportare l'ematocrito entro i suoi valori normali.

L'aspirina può essere utilizzata per alleviare sintomi come l'emicrania, l'arrossamento a mani e piedi o il bruciore, causati generalmente dalle piastrine alte, ma comunque non serve a rallentare la progressione della policitemia vera o a ridurre il rischio delle complicanze, come la formazione di coaguli.

Nei casi ad alto rischio può essere proposto un trattamento a base di idrossiurea (chiamata anche idrossicarbamide), un agente chemioterapico che si usa principalmente per il trattamento della leucemia mieloide cronica e nelle altre sindromi mieloproliferative croniche, come per l’appunto la policitemia vera, e che ha l'effetto di tenere sotto controllo i valori di ematocrito, anche se una buona fetta di pazienti, circa il 25%, risulta intollerante o resistente a questo tipo di terapia.

L'unica vera cura risolutrice per la neoplasia sarebbe il trapianto di midollo osseo, una soluzione che però viene raccomandata soltanto ai pazienti che sviluppano la mielofibrosi o un'insufficienza midollare.

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Aspettative di vita

La policitemia vera è indubbiamente un tumore che può condizionare la qualità di vita di chi ne è affetto, arrivando in alcuni casi anche a provocare la morte in seguito alle complicanze come trombosi, mielofibrosi e leucemia, specialmente quando questa malattia cronica non viene trattata in modo opportuno.

Tuttavia, le terapie rese disponibili negli ultimi anni hanno migliorato in modo importante la sopravvivenza, che stando a recenti studi oggi raggiunge in media circa 24 anni e che è destinata ad aumentare ulteriormente con la maggiore diffusione delle cure più all'avanguardia, come quella a base di ruxolitinib.

Il parere dell'esperto

Abbiamo sentito il parere sull'argomento del Dottor Alessandro Vismara, medico specialista in ematologia all'ASST Rhodense: "La Policitemia Vera (PV) è una neoplasia mielo-proliferativa del sistema emopoietico caratterizzata da una eccessiva proliferazione della linea cellulare eritrocitaria con conseguente incremento della conta degli eritrociti nel sangue (eritrocitosi). I pazienti con PV riferiscono frequentemente sintomi sistemici che a volte possono compromettere la qualità della loro vita quali astenia marcata, facile stancabilità, prurito diffuso incontrollabile e caratteristicamente peggiorato dal contatto con l’acqua (prurito acqua genico).

Le principali complicanze legate alla PV sono i fenomeni trombotici intercorrenti e la progressione della Policitemia Vera verso patologie più gravi del midollo osseo quali mielofibrosi o leucemie acute secondarie. La diagnosi di Policitemia Vera richiede l’esecuzione della Biopsia del midollo osseo. Inoltre, nel 2005 è stata identificata una mutazione specifica a carico del gene JAK-2, che è considerata oggi un criterio diagnostico maggiore, presente nella quasi totalità dei pazienti. È necessario rivolgersi a uno specialista in malattie del sangue, in grado di fornire una diagnosi accurata, che comporti anche l’esclusione della altre neoplasie mieloproliferative, e che quindi possa identificare  il miglior trattamento possibile".

(Pubblicato da Gaia Cortese il 18-4-2019
Modificato da Alessandro Bai il 2-9-2022)

Fonti| MSD Manuals; Osservatorio malattie rare

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