Influenza 2020-2021, ultime notizie: tra il rischio della carenza di vaccini e il ruolo dei farmacisti

Mentre l’autunno è sempre più alle porte, il tema vaccinazione antinfluenzale entra nel vivo. Le domande alle quali rispondere sono soprattutto due: ci saranno abbastanza dosi per tutti? I medici riusciranno a star dietro all’aumento importante di richieste che si prevede in quest’anno così particolare?
Giulia Dallagiovanna 15 settembre 2020
* ultima modifica il 15/09/2020

Con il mese di settembre che entra nel vivo, possiamo ormai considerarci alle porte dell'autunno. Certo, quando guardi fuori dalla finestra non noterai troppe differenze con la fine dell'estate, dal momento che le temperature non sembrano volersi abbassare e le giornate sono ancora soleggiate. Tra qualche settimana però potresti doverti trovare a fare i conti con i primi casi di influenza. E come ben saprai quest'anno è un tema piuttosto delicato e che si sviluppa di pari passo con l'emergenza Covid-19. Perciò, se sei un cittadino responsabile e soprattutto se hai a cuore la tua salute, avrai forse già preventivato di sottoporti al vaccino antinfluenzale. E come te, migliaia di altre persone, al punto che le regioni hanno aumentato fin quasi a raddoppiare le richieste di dosi per la campagna vaccinale 2020-2021. E allora affrontiamo subito la domanda che potrebbe preoccuparti di più: ce ne saranno abbastanza per tutti?

Il presidente della Federazione Ordini Farmacisti Italiani (FOFI), Andrea Mandelli, ha spiegato a Ohga che quest'anno la richiesta nazionale è passata da 12 milioni a 18 milioni di dosi, mentre a livello globale è cresciuta addirittura del 40-50%. "In più nel 2019 circa un milione di persone ‘attive' si sono vaccinate liberamente, quindi lo stesso numero di individui, se non maggiore, quest’anno rischiava di rimanere senza", ha aggiunto.

La FOFI ha proposto di permettere ai farmacisti di somministrare il vaccino, ma sono arrivati diversi "no"

Il tema è stato affrontato durante un tavolo organizzato tra il Ministero della Salute e i rappresentati di FOFI, Federfarma e Assofarm, le principali associazioni di categoria dei farmacisti. La soluzione proposta al momento è quella di rivedere le quote di vaccini assegnati a ciascuna Regione, in modo da essere certi che ve ne siano a disposizione anche per i privati e non solo per le categorie a rischio. Le quali, peraltro, quest'anno si vedono aggiunta anche la fascia compresa tra i 60 e i 64 anni. Una toppa che non è detto riesca a coprire l'intero fabbisogno.

C'è poi un altro problema da affrontare, questa volta di tipo organizzativo. Oggi, se vuoi sottoporti al vaccino antinfluenzale, ti devi rivolgere alla Asl o al tuo medico di famiglia, ammesso che quest'ultimo abbia deciso di aderire alla campagna. Il rischio è evidente: con l'aumento di persone che ne faranno richiesta, si potrebbero creare degli assembramenti negli ambulatori oppure non si riuscirà a soddisfare in tempo l'intera domanda. Da qui la proposta avanzata in particolare da FOFI di permettere anche ai farmacisti, dopo un appropriato corso di formazione, di eseguire l'iniezione immunizzante.

Un'idea che in Europa viene già messa in pratica da Paesi come la Francia o la Germania, ma che in Italia sembra incontrare più ostacoli che via libera. Secondo il segretario nazionale delle Federazione dei medici di Medicina Generale, Silvestro Scotti, non è pensabile di delegare al farmacista tutta la parte dell'anamnesi che deve precedere la somministrazione, durante la quale si indaga su patologie pregresse, precedenti vaccinazioni ed eventuali complicanze insorte. D'altro canto anche Federfarma ha giudicato "inopportuno" pensare che i farmacisti debbano ritrovarsi a svolgere compiti che non competono alla loro professione. Dovrebbero infatti assumersi nuove responsabilità, senza che a questo corrispondano un riconoscimento economico e garanzie per il rischio biologico.

Come avrai capito, si prevede una stagione vaccinale piuttosto agitata ed è probabile che si verifichi qualche disagio. Prendine atto, dunque, ma non ti scoraggiare. Sottoporti al vaccino quest'anno permetterà di distinguere più facilmente il Covid-19 dall'influenza, qualora dovessi mostrarne i sintomi tipici. Non solo, ma ridurrà anche la pressione sulle strutture sanitarie. E hai visto quanto sia importante non intasare gli ospedali, soprattutto di fronte a un'emergenza di questo tipo.

Le regioni si preparano alla campagna vaccinale

2 settembre 2020

Di fronte all'emergenza Coronavirus, quest'anno rischia di passare in secondo piano la stagione influenzale. Sebbene possa farti meno paura, ricorda che anche l'influenza può presentare complicanze gravi e che quest'anno diventa ancora più importante sottoporsi al vaccino. Vediamo le ultime novità su questo fronte.

Quest'anno la stagione influenzale arriva in un clima davvero particolare. Sembra quasi che la classica influenza sia diventata la copia più debole del virus di cui hai davvero paura: il SARS-Cov-2. Due agenti patogeni diversi, per un'infezione che, a prima vista, si manifesta in modo davvero simile: tosse, mal di gola, febbre. La grande domanda che riecheggerà nei prossimi mesi sarà proprio questa: ma è Covid-19 o solo un'influenza? Non sarai solo tu a chiedertelo. Anche i medici non saranno in grado di rispondere solo sulla base dei sintomi e se l'unica alternativa diventa il tampone, rischiamo di ritrovarci ancora nella situazione di fine marzo. Reagenti che mancano, malati che restano senza una diagnosi e ospedali pieni perché non si è riusciti a contrastare in tempo l'infezione.

Per evitare tutto questo, un primo passo è il vaccino antinfluenzale. Di norma, viene somministrato gratuitamente a chi ha più di 65 anni, ai malati cronici e a chi svolge professioni a rischio contagio, come medici e operatori sanitari. Quest'anno però il Ministero della Salute ha dichiarato esenti dal pagamento anche le persone che hanno tra i 60 e i 64 anni di età. Come mai? Su Ohga ti abbiamo spiegato le ragioni per cui quest'anno è davvero importante che quanti più soggetti possibili si sottopongano alla vaccinazione. Non ti proteggerà naturalmente contro il Covid-19, in quanto è provocato da un virus diverso, ma consentirà di escludere più velocemente una semplice influenza, qualora dovessero comparire i sintomi tipici. Inoltre, ti ricordo che anche l'influenza può avere delle complicanze gravi soprattutto per quelle persone che hanno un sistema immunitario debole o presentano patologie pregresse. Anche l'influenza insomma può rivelarsi mortale in situazioni specifiche.

Il vaccino antinfluenzale consentirà di escludere l'influenza e guardare al Covid al presentarsi dei sintomi

L'Organizzazione mondiale della sanità ha raccomandato l'uso del quadrivalente, che stimola la produzione di anticorpi contro i quattro sottotipi maggiormente in circolazione. Attenzione, però, nonostante questo farmaco preventivo, potresti comunque avvertire tosse e febbre senza avere contratto il nuovo Coronavirus. Oltre ai virus influenzali veri e propri esistono infatti quelli che provocano le cosiddette forme para-influenzali e contro i quali il vaccino non può nulla.

Gli anziani, dunque dicevamo, ma anche i bambini tra i 6 mesi e i 6 anni. Per loro la vaccinazione non sarà gratuita, a meno che non presentino malattie che gli consentano di accedere all'esenzione o la tua regione non lo preveda, né obbligatoria, ma viene in ogni caso fortemente consigliata. Come ben saprai se hai dei figli, frequentare asili e scuole porta spesso a venire in contatto con diverse malattie, che giocando insieme ci si trasmette più velocemente. Anche a quell'età sarà dunque importante poter escludere subito l'influenza e capire prima se si tratti di Covid-19.

Insomma, quest'anno la corsa ai vaccini sarà sacrosanta. Ma c'è un pericolo: e se le dosi prodotte non fossero sufficienti? A lanciare l'allarme è stato Federfarma. Intervistata da Ohga, la dottoressa Annarosa Racca, presidente per la Lombardia, ha sottolineato come tutte le regioni quest'anno abbiano incrementato drasticamente la domanda. "Tendenzialmente vi è una tolleranza del 40% sulle dosi in più ma alcune amministrazioni ne hanno richieste anche il doppio: la Lombardia per esempio, anche perché siamo la regione più colpita, ma anche Liguria e Piemonte hanno aumentato le richieste”, ha detto. La paura quindi è di lasciare scoperta quella fetta di popolazione, la più grande, che potrebbe ricevere la vaccinazione solo a pagamento. I privati, insomma. E tra questi probabilmente rientri anche tu. Racca ha però aggiunto che manca ancora più di un mese all'inizio della campagna e c'è dunque ancora tempo per trovare una soluzione.

La regione Lombardia intanto ha annunciato una novità per quest'anno: il vaccino spray per i bambini dai 2 ai 6 anni. Dovrà essere sempre somministrato dal medico o dal personale sanitario, ma sarà costituito da una "spruzzata" di composto per via intranasale. Molto diffuso in Nord America, questa è la prima volta che viene sperimentato anche in Europa. Potrebbe contribuire a risolvere il problema della carenza di dosi.

Fonte| Ministero della Salute

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