Agricoltura biodinamica in Italia: in 10 anni il numero delle aziende è raddoppiato

Rispetto a 10 anni fa in Italia sono raddoppiate le aziende che si sono convertite all’agricoltura biodinamica: sono ben 4.500 su una superficie di quasi 15.000 ettari. Siamo il primo paese esportatore al mondo di prodotti biodinamici, il secondo per ettari e il terzo in Europa, dopo Germania e Francia, in termini di produzione.
Francesco Li Volti 10 Novembre 2020

Fino a qualche anno fa li davano per utopisti. Oggi gli agricoltori biodinamici in Italia sono una realtà più che consolidata. Molti i vitigni o i terreni agricoli che sono stati convertiti in luoghi dove si pratica soltanto l'agricoltura biodinamica.

Certo, lo scetticismo è tanto, anche perché a ideare questa tipologia di coltivazione non fu un agronomo, bensì un pensatore, un filosofo, nel 1924: Rudolf Steiner. Le aziende che decidono di aderire a questa nuova concezione di agricoltura modificano radicalmente la propria visione del mondo e, di conseguenza, lo stile di vita.

La biodinamica infatti è un’agricoltura totalmente basata sul naturale, dove il terreno viene trattato senza l’utilizzo di prodotti chimici, ma con tecniche di coltivazione che sfruttano la rotazione colturale e i concimi vegetali. Basti pensare che solo 10 sostanze sono utilizzate come concimi, rispetto alle 69 dell'agricoltura biologica.

A criticare l'agricoltura biodinamica sono soprattutto gli accademici e gli scienziati. Questi accusano la biodinamica di non tenere conto dei processi e dell’aspetto qualitativo delle sostanze.

La crescita dell'agricoltura biodinamica in Italia

La crescita dell'agricoltura biodinamica in Italia si può notare dal fatto che 6 italiani su 10 preferiscano acquistare prodotti biologici o biodinamici. In 10 anni le aziende biodinamiche sono raddoppiate e oggi sono presenti in tutti i settori, dagli ortaggi all'allevamento, dal florovivaismo al vino, che ad oggi è il settore più proficuo: il 20% dell'agricoltura biodinamica è dedicata ai vitigni.

Trentino Alto Adige, Piemonte ed Emilia-Romagna ospitano il 45% delle aziende biodinamiche italiane

Demeter è l'organismo che può certificare un'azienda come biodinamica, difendendo i suoi prodotti da eventuali contraffazioni. Su 4.500 aziende biodinamiche che ci sono in Italia, per ora sono state certificate soltanto 419 da Demeter. La metà di queste aziende si trova nell’Italia settentrionale e in particolare in tre regioni: Trentino Alto Adige, Piemonte ed Emilia-Romagna, che da sole ospitano il 45% delle aziende biodinamiche italiane.

In particolare il vantaggio delle prime due regioni può essere spiegato dalla vicinanza con Paesi quali la Svizzera e la Germania, in cui la domanda di prodotti biodinamici è più consolidata.

La superficie media di queste aziende è di 30 ettari, con un fatturato annuo di 13.309 euro, cifra di gran lunga superiore a quella di un’azienda biologica, 2.441 euro. In tutta Italia si sfiorano i 15.000 ettari.

Italia tra i leader in Europa

Ma il salto in avanti che ha fatto l'Italia può essere paragonato a quello degli atleti olimpionici di salto in lungo. Infatti il nostro Paese è attualmente uno dei leader mondiali, sicuramente uno dei più importanti in Europa.

Questa tipologia di agricoltura produce circa 200 milioni di euro di fatturato, con esportazioni in Giappone, negli Usa e nei Paesi scandinavi, assegnando al Belpaese il titolo di maggior esportatore mondiale di prodotti biodinamici e bio.

Ma non solo: l'Italia è infatti il secondo Paese per ettari certificati; terzo in Europa in termini di produzione, dopo Francia e Germania (Paese che oggi da solo realizza quasi un terzo della produzione biodinamica mondiale). Che il futuro sia biodinamico noi non lo sappiamo (e la scienza ne è molto dubbiosa), ma senza dubbio questa agricoltura sta "macinando" numeri che non possono non essere presi in considerazione.