In che cosa consiste l’agricoltura biodinamica, che mira a ristabilire una sintonia con la natura?

Da non confondere con quella biologica, l’agricoltura biodinamica si ispira alle teorie del padre dell’antroposofia Rudolf Steiner, e si pone come obiettivo quello di creare un’unità biologica autosufficiente, dove terreno, piante, animali e uomini sono in armonia e ciascun elemento contribuisce al nutrimento dell’altro. Esiste persino una certificazione per tutti i prodotti ottenuti con questo metodo: è il marchio Demeter, ma prima di cercarlo su una confezione proviamo a capire cos’è il modello biodinamico e quali sono i principi fondamentali.
Federico Turrisi 12 Novembre 2020

Molto spesso si tende a considerarli la stessa cosa, ma devi sapere che biologico e biodinamico non sono sinonimi. Certo, entrambi condividono alcuni princìpi, tra cui quello di fare a meno di fertilizzanti e pesticidi di origine chimica, ma l'agricoltura biodinamica è un mondo a parte, sorretto – come vedremo tra poco – da una serie di precetti che si ispirano a una disciplina chiamata antroposofia, che poggia sui principi proposti da Rudolf Steiner.

Bisogna tenere presente che, quando parliamo di biodinamico, ci riferiamo a un insieme di pratiche agronomiche che ad oggi non è sostenuto da studi scientifici che confermano un incremento della produttività del terreno e delle piante rispetto ai tradizionali metodi biologici. Partiamo quindi dalla storia e dai principi dell'agricoltura biodinamica, per capire esattamente cosa consiste: se poi sei particolarmente interessato al tema e vuoi capire com'è la situazione nel nostro Paese, abbiamo parlato in un altro articolo della sua diffusione in Italia.

Agricoltura biodinamica

Cos'è e storia

Dare una definizione univoca di agricoltura biodinamica non è certo semplice. Più che una tecnica precisa, questa espressione indica un modo di fare agricoltura, con un approccio olistico si direbbe in gergo. L'azienda agricola è vista come un organismo vivente autosufficiente animato da forze cosmiche; ogni elemento (il cielo, la terra, le piante, l'uomo, gli animali) è parte di un unico sistema che si tiene in equilibrio senza il bisogno di interventi aggiuntivi esterni.

L'"invenzione" dell'agricoltura biodinamica si deve al teosofo austriaco Rudolf Steiner (1861-1925), fondatore dell'antroposofia. Interessato all’esoterismo, Steiner si avvicinò all’agronomia su richiesta dei contadini dell’epoca che volevano incrementare la produttività dei loro terreni senza l'impiego di additivi chimici. Nel 1924, a Koberwitz, tenne un corso di otto lezioni su come mantenere fertile la terra, rendere le piante più sane e resistenti agli attacchi dei parassiti e produrre cibo di qualità superiore. Da quel ciclo di conferenze nacque il libro "Impulsi scientifico-spirituali per il progresso dell'agricoltura", che costituisce ancora oggi la base teorica dell'agricoltura biodinamica.

La certificazione Demeter

Dopo la morte di Steiner, i suoi seguaci diedero vita nel 1928 all'associazione Demeter per custodire e promuovere il modello di agricoltura sviluppato dal pensatore austriaco. Attualmente Demeter International è l'unico organismo privato, senza scopo di lucro, di certificazione dell'agricoltura biodinamica: il marchio Demeter è utilizzato in oltre 40 paesi e contraddistingue quei prodotti agricoli ottenuti secondo i metodi biodinamici, ovvero seguendo un disciplinare di produzione rispondente alle dottrine antroposofiche di Steiner per la coltivazione della terra.

È bene ricordare che la certificazione Demeter può essere alternativa o complementare a quella biologica. Tradotto, un'azienda agricola può definirsi biodinamica ma non necessariamente biologica, e allo stesso modo non è detto che una realtà che è riconosciuta con il marchio bio segua i dettami dell'agricoltura biodinamica; tuttavia, può anche capitare che un'azienda agricola abbia entrambe le certificazioni. Come abbiamo detto nell'introduzione, la biodinamica presenta alcuni punti di contatto con il modello biologico, ma si distingue da quest'ultimo per la presenza di pratiche esoteriche, tra cui l’utilizzo di specifici “preparati”, oltre all'attenzione verso le fasi lunari e la posizione dei pianeti nelle costellazioni dello zodiaco.

È la stessa associazione Demeter, in effetti, a provare a spiegare cosa vuol dire agricoltura biodinamica, che viene definita un metodo in sintonia con la natura, con la terra e con gli uomini. In particolare, l'aggettivo biodinamico si riferisce al "fatto che le forze terrestri influenzano la crescita delle piante". Secondo le parole di Wolfgang Schaumann, autore di un libro su questo argomento, "la terra è immersa nelle sfere planetarie del nostro sistema solare e le forze planetarie si imprimono, ad esempio, sulla morfologia delle piante".

Andiamo ora a vedere nel dettaglio le caratteristiche di questo modello, oggi più conosciuto ma in alcuni casi ancora contestato, motivo per cui abbiamo trattato separatamente tutti i pro e i contro dell'agricoltura biodinamica.

Principi

Il principio fondamentale dell'agricoltura biodinamica è quello di attivare i processi vitali della terra affinché le sostanze presenti nel suolo vengano assimilate dalle piante, e dunque dai loro frutti. Per farlo bisogna ricreare quella armonia, quella sinergia tra tutti gli esseri viventi: per questo per un'azienda agricola biodinamica è così importante anche rispettare gli spazi degli animali. Ma bisogna anche ricorrere a degli strumenti, alcuni dei quali hanno una validità scientifica e una loro utilità intrinseca, come per esempio l'uso del compost come fertilizzante naturale, la rotazione delle colture o il sovescio (ossia la concimazione del terreno sotterrando piante o parti di esse allo stato fresco in modo da arricchirlo di sostanza organica ed evitare la perdita di humus).

Ma il cardine della biodinamica è l'utilizzo di particolari preparati, che hanno lo scopo di fertilizzare il terreno e attivare le forze cosmiche. Steiner ne ha descritti nove, fornendo indicazioni specifiche su come ottenerli. Il più celebre è il preparato 500 o cornoletame: prevede l'uso di letame bovino che viene inserito nel corno di una vacca che abbia partorito almeno una volta, e successivamente sotterrato e lasciato fermentare per tutta la stagione invernale. Una volta dissotterrato nel periodo pasquale, il prodotto viene miscelato con dell’acqua tiepida o piovana e dinamizzato, ossia mescolato per un’ora. Infine, lo si distribuisce al suolo attraverso apposite macchine oppure manualmente con la pompa a spalla.

Ricordiamo che tra gli ingredienti utilizzati per realizzare gli altri preparati ci sono anche erbe che trovano la loro applicazione nel campo della fitoterapia: l’achillea, il tarassaco, l’ortica e la valeriana, solo per citarne alcune. E per ciascun preparato occorre seguire un preciso procedimento. Insomma, l'agricoltura biodinamica è un argomento piuttosto vasto. Se ti affascina e vuoi conoscerlo più nel dettaglio, puoi consultare libri e manuali pratici.

(Modificato da Alessandro Bai il 19-2-21)